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Commissione Esteri: incontro con il presidente tunisino Rachid Gannouchi

+++Commissione Esteri+++

Si è svolto questa mattina presso la Commissione Esteri l’incontro con il presidente del partito tunisino Ennahda, Rachid Gannouchi, accompagnato: dai due deputati tunisini eletti per il medesimo partito nella circoscrizione Italia, Imen Ben Mohamed e Osama Al Saghir.

Introducendo l’incontro, il presidente della Commissione Esteri Fabrizio Cicchitto ha sottolineato che la visita permette di “valorizzare il rapporto speciale che questa Commissione ha inteso allacciare con tutte le forze politiche tunisine oggi impegnate nella difficilissima ed essenziale transizione democratica pacifica della Tunisia e che collaborano per assicurare la stabilità della regione e il contrasto al terrorismo di Daesh. Allo stato la Tunisia è l’unico Paese nel quale almeno una parte delle promesse derivante dalle primavere arabe si sono realizzate. Non a caso contro questa esperienza ci sono stati gli attentati del Bardo e di Sousse. L’intesa fra il presidente Essebsi e il leader di Ennahda Gannouchi ha contribuito a garantire continuità all’esperimento politico in atto, che fa appunto della Tunisia un caso a parte nell’arco di instabilità nordafricana. La scommessa tunisina consiste nel dimostrare che è possibile per il mondo arabo e le forze politiche islamiche contribuire a realizzare la democrazia.”

Il presidente Gannouchi ha dato atto del rapporto storico che lega l’Italia alla Tunisia, Paesi legati da vincoli culturali profondi e da interessi geopolitici comuni. Ha inoltre dato conto del percorso compiuto dal suo partito per individuare un punto di equilibrio tra religione e Stato, atteso il radicamento dell’Islam nella cultura tunisina. Ha spiegato come la parola “Islam” sia sinonimo di pace e ha individuato in tre fattori le ragioni del successo politico tunisino: la presenza di una società civile evoluta; la neutralità delle forze armate tunisine rispetto alla politica; infine, la linea tenuta dal partito Ennahda, democraticamente eletto al potere e che dopo i fatti egiziani del 2013 ha optato per un passo indietro, nella convinzione che fosse preferibile in quella fase salvare il Paese e solo in seconda battuta il partito. Ha ricordato i problemi che affliggono la Tunisia oggi, con particolare riferimento alla grave disoccupazione giovanile e ai temi del turismo, su cui è essenziale il rapporto con l’Italia quale Paese europeo più vicino. Ha dichiarato pieno sostegno al governo libico di Al-Sarraj, ha espresso solidarietà all’Italia per la vicenda di Giulio Regeni.

Nel dibattito successivo sono anche intervenuti l’on. Nicoletti e l’on. Quartapelle.

Roma, 20 Ottobre 2016

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