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L’intervista di Marco Rizzo a Il Tempo «Società iniqua L’unica alternativa è quella sovietica»

L’intervista Parla Marco Rizzo «Società iniqua L’unica alternativa è quella sovietica»

Parlare con Marco Rizzo, leader del Partito Comunista, è gradevole, perché l’uomo è gioviale, ma nel contempo una maratona lungo i tornanti dell’ideologia, con salite ripide e molto faticose. Partito Comunista… ma il ‘900 non è finito? «Il ’900 è il nuovo, quello che viviamo noi è il vecchio. Attualmente otto persone detengono la ricchezza di metà della popolazione mondiale. Il premier cinese, negli Usa, ha incontrato prima Zuckerberg e poi Obama. Torneremo al Medioevo, dovei ricchissimi saranno asserragliati nei loro nuovi castelli, i grattacieli di Dubai o New York, e fuori milioni e milioni di schiavi». La soluzione? «L’unico modello alternativo è quello sovietico. Mi dirai: è fallito». Sì, e non solo. È un modello di violenza e repressione. «Ecco, lo sapevo, ma ci arriviamo. Partiamo dalla politica. La fase di riferimento non è certo quella di Kruscev che ha inserito elementi di mercato e ha portato alla fine dell’Unione Sovietica, ma quella di Lenin e Stalin, quando la Russia, da terra degli Zar, divenne seconda potenza mondiale». Al prezzo di purghe e violenze. «I gulag e tutto il resto, lo so bene. Ma devi tenere in mente il contesto storico. Stalin non aveva a che fare con Vendola, per dire. Ma con Hitler, Mussolini, e gli Usa delle bombe atomiche». Ma non si può scindere il modello sovietico dal suo aspetto repressivo. «E invece sì. Devi partire dalla storia, dal contesto. Oggi non è ieri. Per analogia, a un italiano che parla bene di Cuba dicono subito: “ecco, allora vai a viverci”. Non è così, perché l’Italia si paragona a Francia, Spagna. Cuba si paragona, per contesto geografico e sociale, al Sudamerica…”

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