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Cosimo Maria Ferri al convegno “Violenza assistita e minori” Isernia: “Lavorare su prevenzione della violenza intra-familiare, intervenire con tutti i mezzi a disposizione”.

Cosimo Maria Ferri (sottosegretario ministero Giustizia)

 

“Violenza e minori sono due parole che non dovrebbero mai legarsi fra loro, come del resto la violenza e donne, in special modo quella famigliare”.

Lo ha detto il sottosegretario Cosimo Maria Ferri intervenendo al convegno “Violenza assistita e minori” svoltosi questa mattina all’Auditorium della provincia di Isernia.

“Alla vigilia dell’8 marzo – ha continuato Ferri – il rapporto ISTAT 2015 sul fenomeno della violenza contro le donne è allarmante. Il 31,5% delle donne è stata vittima di violenza sessuale o fisica, ovvero: 6 milioni 788mila italiane hanno subito almeno una violenza nella loro vita e nella maggior parte dei casi tra le mura domestiche”.

“Si può affermare che – ha proseguito Ferri – la violenza intra-familiare sia quasi sempre di genere e che purtroppo si espanda alla “violenza assistita”, cioè alla visione da parte del minore. Spesso la vittima non riesce a chiedere aiuto, a denunciare e a reagire ed ecco perché fermare questo fenomeno odioso non sempre può risultare facile. Molte volte i figli minori assistono alle violenze, facendo anche da scudo al genitore debole, ma le conseguenze di queste testimonianze sono gravi e si ripercuotono negativamente su tutto l’arco della vita, tanto che chi assiste a queste scene ha una probabilità maggiore di essere a sua volta autore di violenza in famiglia”.

“Per evitare tragedie che ormai riempiono quotidianamente le nostre cronache – ha concluso Ferri – è indispensabile puntare sull’ascolto, sul lavoro della rete che consiste nella sinergia di tanti soggetti: gli insegnanti, gli operatori dei servizi sociali, le istituzioni regionali e locali, le forze delle polizia, il volontariato, tutti coloro che condividono periodi con i minori e che possono rendersi conto dei disagi, della sofferenza, dei traumi anche psichici, e della solitudine dei minori che si avvertono in diversi modi spesso anche nel cambio di carattere o di abitudini.

È’ molto importante lavorare quindi sulla prevenzione e cura della violenza intra-familiare, oltre che intervenire con tutti i mezzi a disposizione per interrompere azioni criminose contro la vittima e i minori testimoni involontari.”

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