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CICCHITTO a Il Dubbio: Ha ragione Renzi: c’è un disegno eversivo

FABRIZIO CICCHITTO a Il Dubbio: Ha ragione Renzi: c’è un disegno eversivo

Contro Renzi un disegno eversivo Per questo serve un governo di larghe intese

Da alcuni mesi a questa parte dissento da Matteo Renzi su cose non secondarie; la rinuncia a fare un’operazione storica quale il partito della Nazione, che invece costituisce il fondamento dell’operazione posta in essere in Francia da Emmnanuel Macron; l’eccesso di personalizzazione nella battaglia referendaria che ha contribuito alla sconfitta del Si, la tentazione di far cadere il governo Gentiloni che invece continua a rappresentare l’unica possibilità di resistenza alla deriva lepenista e al populismo eversivo del M5S; il grillismo imitativo sui vitalizi e altri temi che trascura i] fatto elementare che la gente in questo modo finisce col preferire l’originale alla copia. Infine una proposta di legge elettorale che contiene una sorta di trasformismo ,a livello locale e soglie di sbarramento che mirano a far fuori anche chi, come gli alleati centristi, sono stati decisivi nel salvare la legislatura e nel consentire la formazione del governo Renzi. Ciò detto, però Ronzi ha perfettamente ragione quando denuncia l’esistenza di «un disegno eversivo per colpire il mio governo». Il pm Woodcock o il suo braccio armato il capitano Scafarto non sono dei pasticcioni che sbagliano la lettura dei brogliacci e contendono le carte: no, essi sono il nucleo operativo,. organicamente collegato al Fatto, che agisce per far saltare la Santa Barbara, cioè il Governo allora in carica. Questa volta la denuncia di Renzi è sacrosanta, è provata per tabulas addirittura da un’altra Procura: risulta che è stata manipolala l’attribuzione di un’intercettazione, sono stati scientemente chiamati in causa i servizi segreti pur sapendo che non era vero, sono state messe nel ventilatore intercettazioni a go-go.
La cosa più grave è che non ci stanno reazioni adeguate alla gravità dei fatti, né da parte del Csm, né da parte dei grandi giornali. Tutto tace e casomai la vicenda viene messa nel calderone della rissa fra Renzi, il Fatto, il M5S. Non é vero, c’è stato il tentativo di un colpo di mano di straordinaria gravità. Ciò detto il Pd sbaglia però quando parla di questa operazione come se fosse un fatto straordinario mai prima verificatosi. Nel passato sono state fatte o tentate altre operazioni dello stesso tipo. Molto più organica e corposa fu l’operazione posta in atto nel ’92-’94 contro Craxi e il centro-destra della Dc. Iniziative dello stesso tipo furono poste in essere contro Berlusconi: nel 1994 con l’invio dell’avviso di garanzia tramite il Corriere dello Sera, con il caso Ariosto nel 1996, con le intercettazioni e l’attacco giudiziario sulle feste eleganti, con l’uso retroattivo della legge Severino. Per essere oggettivi un colpo di mano dello stesso tipo colpì, per una sorta di eterogenesi dei fini, anche il governo Prodi. Il bersaglio delle operazioni, non era l’allora premier, ma Mastella, che aveva disturbato con una proposta di legge sulle intercettazioni, mettendo in questione la condotta di De Magistris come pm. Contro Mastella, sua moglie, il suo partito si sparò ad alzo zero e a quel punto il ministro fece cadere governo. In quell’occasione la sinistra non mosse un dito. Ci troviamo di fronte ad un uso politico della giustizia: al suo esordio (’92-’94) c’è stato un rapporto organico fra il pool di Mani Pulite, Magistratura Democratica, Ia catena di De Benedetti e i berlingueriani del Pds. E altrettanto é avvenuto contro Berlusconi. Successivamente però l’organicità di questo rapporto è venuto meno e siamo arrivati alla piena autoreferenzialità di un settore della magistratura collegato con alcuni giornali e indirettamente con il M5S. Questa nouvelle voglie del circolo mediatico—giudiziario vuole fare piazza pulita di tutto il sistema politico esistente e adesso concentra i suoi colpi sull’unico partito rimasto in piedi e su Renzi. Questa, a nostro avviso, è una situazione di una gravità straordinaria. Essa è accentuata dal fatto che lo stesso Renzi non è lucido, non sembra animato dallo spirito di chi vuole salvare la Repubblica federando tutte le forze potenzialmente alleate (dai centristi di Ap e di altre formazioni politiche a Pisapia e all’area più ragionevole che gli si raccoglie attorno), con un rapporto aperto con Forza Italia, ma pretenderebbe invece di…

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