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Cicchitto su IL DUBBIO: «Renzi logora Gentiloni e attacca il centro per tornare al governo»

On. Cicchitto su IL DUBBIO: «Renzi logora Gentiloni e attacca il centro per tornare al governo»

Il contatto Renzi-Berlusconi ha messo in fibrillazione tutte le forze politiche che temono di vedersi spinte ai margini dal nuovo asse. L’ipotesi del voto anticipato a settembre, inoltre, non trova il gradimento di chi è stato alleato di Renzi prima o di Gentiloni poi. «assicurando responsabilmente l’attività di governo in una fase delicata del Paese». Lo spiega chiaramente il presidente della Commissione “Affari Esteri’ della Ca-mera Fabrizio Cicchitto illustrando la posizione di Alternativa Popolare davanti al nuovo quadro disegnato da quella che potrebbe definirsi una nuova edizione patto del Nazareno.
Sorpreso da questo nuovo asse?
Continuo a ritenere che Ie leggi elettorali non si costruiscono nel vuoto della politica ma sono il coronamento di un equilibrio politico. Noi stiamo dimenticando quella che, indipendentemente dalla data delle elezioni, è la vera posta in gioco. Le prossime sono elezioni di straordinaria importanza come lo sono state quelle francesi. Sono elezioni al centro delle quali ci sarà la collocazione internazionale dell’Italia, all’interno dell’Europa, della Nato e perfino rispetto alla sfera di influenza della Russia di Putin. Saranno un momento decisivo di confronto tra forze europeista e responsabili e forze non europeiste e sovraniste. La partita tattica che si gioca sull’accordo tra Berlusconi e Renzi sta facendo perdere di vista l’importanza del filo che c’è dietro tutto questo”.
Come è stato possibile que-sto nuovo accordo?
Berlusconi è ossessionato da Salvini e dall’intesa che quest’ultimo aveva fatto sul ‘Rosatellum. Per rientrare in gioco ha smontato la sua opposizione ad elezioni anticipate. Ma il punto più preoccupante è Renzi che vuole fare Macron ma non ci riesce.
Vuol dire che non riuscirà a vincere le elezioni?
Vuol dire che Macron ha fatto il suo gioco non concedendo nulla alla Le Pen. Su Renzi, invece, pesano esigenze tatticistiche e personalistiche che vanno oltre Ia posta in gioco. Con una battuta petremmo dire che in Francia c’è Macron, mentre in Italia c’è micron. Renzi sembra avere un solo obiettivo: le elezioni anticipate funzionali al suo ritorno al governo. Per ottenerlo ha fatto partire un’operazione di logoramento su Gentiloni e fatto partire un trattamento ostile nei confronti dell’area centrista che ha consentito al Pd di governare per 4 anni e a lui di fare il presidente del Consiglio.
Avreste dunque preferito proseguire II lavoro sul Rosatellum?
In realtà il testo del Rosatellum contiene ll paradosso di volere escludere le coalizioni. per poi prevederle in versione mini coalizioni all’interno di ogni collegio con una sorta di sublimazione del trasformismo. Il Pd senza I’ipotesi di coalizione complessiva che darebbe un senso al tutto, può fare alleanze variabili nei vari collegi. Con la soglia di sbarramento al 5% inoltre si persegue l’uccisione dell’area di centro, della sinistra fuoriuscita e anche della destra che fa capo alla Meloni, presumendo che tali aree, private del propri referenti politici al momento della scelte tra Renzi e Grillo, scelgono Renzi.
E Invece non sarà cosi? Con il modello tedesco che succederebbe?
E’ sbagliato pensare una cosa del genere perché se queste aree si trovano senza riferimenti ritengo che la sinistra vada a volare il MSS. mentre l’area di centro e quella di contro destra andrebbero a confluire su Berlusconi vanificando questo disegno. Si rischia di finire uccisi dai tecnicismi. Modello tedesco. Mattarellum sono riferimenti evanescenti e comunque rimane tutto da verificare se un’intesa tra il Pd e Berlusconi che alla Camera potrebbe funzionare abbastanza lame, poi al Senato possa riuscire a passare indenne senza il concorso di altre forze.
Quale via intraprendere allora?
La via maestra sarebbe trovare una espressione razionale in termini elettorali, frutto di un disegno politico razionale partendo da alcuni punti fermi. II maggioritario , ad esempio , è reso impossibile da un pluralismo di forze. La soluzione ottimale sarebbe quella di prevedere un voto proporzionale con facoltà di stringere coalizioni e con un premio di maggioranza dato alla coalizione vincente o una soglia sbarramento da fissare al 3% . Con un sistema del genere ci sarebbe una coniugazione della rappresentanza con la governabilità.

 

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