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MALAN (FI): CLIMA, SCIENZA NON È SLOGAN

Malan (Forza Italia, questore del Senato)

“L’Italia avrebbe ogni convenienza per accettare la proposta di Trump di rivedere gli accordi sull’ambiente in modo da renderli più equi e più efficaci. È infatti significativo che le innumerevoli reazioni all’annuncio di Trump sull’uscita degli USA dall’accordo di Parigi sul clima, non tentino neppure di confutare quanto da lui detto: è infatti del tutto vero che quegli accordi consentono alla Cina di aumentare le sue emissioni di anidride carbonica fino al 2030 e riservino lo stesso trattamento all’India. Nessuno può peraltro mettere in dubbio che le emissioni della Cina siano oggi 26 volte superiori a quelle dell’Italia e quelle dell’India più di 6 volte le nostre. È quindi ovvia la convenienza della Cina e dell’India a sostenere un accordo che dà loro mano libera per 13 anni mentre obbliga i loro principali concorrenti manifatturieri ad affrontare in modo spesso diseconomico contrazioni traumatiche nelle attività industriali. Risparmiare e ridurre il consumo dei combustibili fossili è non solo una necessità, ma anche una naturale evoluzione dei moderni sistemi produttivi. Per l’Italia, già agli ultimi posti in Europa per crescita e occupazione, la situazione è esattamente l’opposto di quella cinese: non solo per la pesantissima ulteriore penalizzazione rispetto alla Cina, i cui prodotti già inondano i nostri mercati, ma per l’insostenibile disparità con la Germania, grande concorrente delle nostre aziende, la quale – con una popolazione superiore alla nostra superiore solo del 35% – può tranquillamente avere emissioni superiori del 98%! È ciò, nonostante la Germania, e ancor più la Francia, continui ad usare ampiamente l’energia nucleare – a emissioni vicine allo zero – alla quale noi abbiamo da tempo rinunciato. Trump ha detto di essere stato eletto dai cittadini di Pittsburgh, non di Parigi. Viene il sospetto che anche da noi molti si sentano più parigini o berlinesi che italiani! Infine, va sempre ricordato che la teoria del riscaldamento globale causata dall’uomo è tutt’altro che accettata da tutti gli scienziati e tantomeno è comprovata. Solo negli Stati Uniti ci sono 31 mila laureati in ambito scientifico, di cui 9mila PhD, che la ricusano. Non mancano anche in Italia scienziati con la medesima opinione come ad esempio Antonino Zichichi, che ha sicuramente una preparazione scientifica superiore ai tanti politici, sociologi e cineasti, improvvisatisi sacerdoti del pensiero unico climatico.”

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