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Cicchitto (Alternativa Popolare) su HuffigtonPost: Renzi come Woody Allen con una variante: “Prendi i parlamentari e scappa”

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Renzi come Woody Allen con una variante: “Prendi i parlamentari e scappa”

L’altro giorno Padoan è stato molto chiaro sia nel sintetizzare tutto quello che egli ha fatto come ministro del Tesoro, sia per quello che riguarda il richiamo alle responsabilità politiche più generali (essenzialmente quelle del segretario del Pd). Tutto quello che ha detto Padoan a Trento va meditato e analizzato:

“Il mio obiettivo è offrire al paese dei conti sempre più in ordine e degli spazi di utilizzo per il sostegno alla crescita. L’uso di questi spazi è una decisione politica in cui non entro, spetta alla legge di bilancio definirla e a chi la farà. La vera incognita non è ‘la fine del Quantitative Easing’ bensì ‘l’incertezza politica'”.

Di qui il monito di Padoan “se un paese prende scorciatoie finisce male. È un luogo comune che esistano scorciatoie… come ottenere 300 miliardi dal patrimonio immobiliare pubblico per abbattere il debito”. Ma Padoan ha risposto a Renzi che in una sua intervista al Sole 24 Ore, dominata solo dalla preoccupazione per le banche in crisi concentrate in Toscana e nel Veneto, aveva chiesto “di non sprecare la manovra”: ora “l’ultima cosa che un ministro delle Finanze vuole fare è sprecare la manovra. La legge di bilancio non va mai sprecata ma inserita in una prospettiva di medio termine”.

I nuovi dati del Pil “aumentano i margini d’azione dell’Italia sui conti pubblici”, consentono di “chiedere uno sconto” a Bruxelles, convincere “ad agire l’impatto delle misure che sono state prese nei tre anni scorsi. Queste cose cambiano i parametri. Ci vuole tempo perché la combinazione di politiche di bilancio e le riforme strutturali diano i loro pieni frutti insieme. Le incognite non derivano dal luogo comune che la fine del Ue sarà un disastro perché l’aumento dei tassi è già stato incorporato dai mercati” ma “la situazione difficile è legata all’incertezza politica”. L’Italia sta giocando una difficile partita europea di cui “la fiducia è direttamente dipendente dalla credibilità che ha l’Italia di rispettare le regole esistenti. C’è un motore franco-tedesco e l’Italia vuole farne parte”.

A sua volta il governatore Visco ha posto una serie di interrogativi di tipo analogo, molto più espliciti nei riferimenti all’incertezza politica accentuata dallo stallo e dai rischi di ingovernabilità che i mercati paventano in seguito a una crisi di governo immotivata e al buio per fare elezioni anticipatissime con una legge elettorale proporzionale senza premio (se non quello derivante dal furto dei voti per lo sbarramento del 5% che però sarà distribuito in parti uguali fra il Pd e il M 5 Stelle e con frutti minimi per Lega e Forza Italia).

A fronte di tutti questi interrogativi avanzati da Padoan e Visco c’è da un lato lo sviluppo della politica economica e una serie di scadenze determinate dal suo fisiologico svolgimento (nota aggiornata DEF entro il 27 settembre 2017, presentazione al Parlamento entro il 20 ottobre 2017, approvazione definitiva entro il 31 dicembre 2017), dall’altro lato invece la brusca interruzione con elezioni immediate (addirittura il 24 settembre) e con l’incognita della maggioranza e del governo successivo che rischia di interrompere questo percorso faticoso ma costruttivo posto in essere dalla linea del Tesoro (con qualche concessione ai bonus richiesta dal premier Renzi) nel corso di questi anni.

Ora, richiedere elezioni sempre e subito è nella logica delle forze di opposizione, specie di quelle anti-sistema, non di quelle di governo. Non a caso non le chiedeva Forza Italia…

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