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Massimiliano Buzzanca: “La professione di avvocato non mi si addiceva molto!”

Il noto attore e regista, figlio d’arte, impegnato in questi giorni nella promozione del nuovo film di cui sarà uno dei protagonisti, ‘Girotondo’, si è allegramente raccontato ad LF.

Massimiliano Buzzanca non ha certo bisogno di presentazioni da parte mia…Artista completo, attore, regista, ex avvocato…Già, lui si è ‘formato’ nel foro, ma sarà a causa del ‘sangue’ che gli scorre nelle vene, che nomen est omen, Massimiliano ben presto ha compreso che la carriera ‘togata’ non faceva al suo caso. Riposta la Laurea nel cassetto, ha così intrapreso la sua brillante ascesa artistica. Non pensate però che il nome Buzzanca sia stata la ‘porticina’ di ingresso a questa professione. Come dichiarato da cotanto padre, gli aiuti non giovano, occorre studiare, provare, ripetere, avere una grande memoria e, soprattutto, rendere propri i personaggi che si vanno ad incarnare!

Conosco Massimiliano da un po’, ed avendo avuto modo di apprezzarlo nei ruoli che man mano andava a rappresentare, devo dire che lui, queste peculiarità le ha sapute mettere in atto egregiamente. Il palco, il grande schermo, la Tv, sono per lui la vita stessa!

Simpatico, disponibile, esilarante, ma anche timido, sul palco diventa un autentico professionista… La generosità è una delle sue qualità primarie, dote che gli ha fatto raccogliere sempre più consensi tra il pubblico ed i critici!

Al momento è impegnato nella promozione del film ‘Girotondo’ di Tonino Abballe (di cui abbiamo ampiamente parlato nell’intervista ad Erika Marconi del 7 Giugno scorso), che lo vede protagonista, assieme ad Erika appunto, in cui interpreta ben 4 ruoli differenti, nelle sale a partire dal 22 Giugno.

La parola ora passa a Massimiliano…

Massimiliano, parlaci un po’ del film ‘Girotondo’ di cui sei protagonista…

“E’ una storia come spiega già il titolo, che ruota su se stessa, in cui si parla di violenza, di tutti i traumi che una donna può subire da un certo tipo di uomo…c’è sia una violenza fisica, sia quella psicologica, e si tratta anche l’argomento dei video virali, attraverso i quali la donna diviene una vittima inconsapevole. La protagonista che è Erika, interpreta sei ruoli, io quattro. Interpreto sia uno psicologo che intervista tre delle sei vittime, e in più anche i tre aggressori sessuali, tre psicologie diverse, tre modi di essere, cui ho cercato di dare uno spessore il più completo possibile. Spero di esserci riuscito! Sono contento di aver fatto questo film, perchè sono uno dei testimonial di una delle associazioni contro la violenza sulle donne…e di aver potuto mostrare sul grande schermo qualcosa a riguardo. Sono molto sensibile all’argomento.”

Tu hai esercitato la professione di avvocato fino al 2001…

“Si, vero. Fino al 2001 ho fatto l’avvocato…ricordo ancora un caso di tentato omicidio in cui la moglie, che io difendevo, in udienza, disse, ‘No, no, non è successo niente. Mi sono lanciata io sul cacciavite, perchè volevo fermarlo!!!’ ..Restai basìto. Questo per dire che alcune volte la vittima rimane soggiogata assurdamente al suo carnefice.”

…e il passaggio alla recitazione com’è avvenuto?

“In modo naturale! Io sono cresciuto a pane e palcoscenico. A 11 anni volevo sostituire mio padre che stava male, al Sistina! Conoscevo la sua parte a memoria. Anche se ero piccolino, mi sentivo pronto ad indossare gli abiti di scena. Scrivevo già piccole sceneggiature, storie, obbligavo i miei amici, in estate, a fare il teatrino. A Ferragosto ci preparavamo e mettevamo in scena delle piccole storie durante le feste dei grandi. C’è sempre stata la voglia, in qualche modo, di apparire. Crescendo più che apparire, è subentrata la voglia di prestarmi a tanti ruoli. Quello di avvocato non mi si addiceva più di tanto! Nella prima fiction che ho girato, subito dopo aver smesso i panni dell’avvocato, il primo ruolo che mi assegnarono fu quello di un avvocato…una congiura…Cose curiose della vita!”…

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