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Comi (FI) a Il Giorno: Donne bersaglio, la legge c’è, basta applicarla. Anch’io sono una vittima

On. Lara Comi: la legge c’è, basta applicarla. Anch’io sono una vittima

«Gli arresti scattano troppo tardi» La parlamentare: vivo nel terrore

DENUNCIARE non basta, la legge c’è ma le misure di contrasto devono essere applicate in modo più severo. «I provvedimenti scattano spesso quando è troppo tardi». Mentre «gli stalker non si meritano altro che la galera». La sentenza senza appello è di Lara Comi, europarlamentare di Forza Italia. La sua vita è stata messa a dura prova da minacce, pedinamenti, messaggi senza limite. Lei è una vittima di stalking. «Ho tre persone che mi perseguitano, l’ultimo è un italiano ma residente a Bruxelles». Racconti. «Il primo stalker mi seguiva ovunque, veniva a tutti i convegni, mi fissava». E lei lo ha denunciato? «Il mio grande errore è di averlo fatto dopo quasi due anni. Come tutte le donne mi dicevo: smetterà, provo a parlargli. Invece…». Poi cosa è successo? «L’ho denunciato, l’hanno convocato in procura e ha smesso». Allora denunciare serve? «Sì, ora lo so e consiglio a tutte le donne di parlare, ma non è sufficiente». E dire che la legge contro lo stalking porta la firma di una sua collega di partito, Mara Carfagna. «Infatti la legge c’è ed è stata un passo avanti ma il problema è l’applicazione della norma. Faccio un altro esempio personale». Prego. «Il mio secondo stalker, architetto, persona insospettabile, mi perseguitava con telefonate, sms, veniva sotto casa. Sporsi diverse denunce, ma lui continuava a inseguirmi come nulla fosse. Gli stalker sono così, irrazionali». E fanno paura. «Arrivo a dire che mi terrorizzano più delle minacce di morte…

 

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