Cicchitto (Alternativa Popolare) a HuffingtonPost: L’invincibile armata e l’aggregazione del centro moderato riformista

L’invincibile armata e l’aggregazione del centro moderato riformista

Cicchitto su Huffingtonpost (Parlamentare Alternativa Popolare e presidente Commissione Esteri Camera dei deputati)

I quattro partiti che costituiscono l’invincibile armata (Pd, Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega Nord) sono attraversati da “mille contraddizioni”, ma ancora puntano a fare il vuoto intorno a loro con una legge elettorale ad hoc.

Renzi punta addirittura a una semplificazione massima, fra leggi elettorali, apertura delle liste Pd a transfughi di opposto segno (centristi e “sinistra di Pisapia”), e le divisioni del centro-destra. Il suo ideale è che lo scontro finale sia fra il M5S e il Pd.

A sua volta il Movimento 5 Stelle punta sempre di più a fare sua almeno una parte delle tematiche della Lega per attrarre un pezzo del suo elettorato e per il lavorio dei consiglieri russi che puntano anche sulla destabilizzazione dell’Italia (dopo la ristabilizzazione per vie assai diverse, anzi quasi opposte, della Francia e della Germania, la destabilizzazione dell’Europa può ripartire solo dall’Italia).

Il sogno di Renzi è appunto questo: arrivare a una semplificazione massima per cui la resa dei conti elettorali avvenga attraverso una sfida all’Ok Corral fra il Pd e il Movimento 5 Stelle, contando che in quel caso la forza del ricatto elettorale sarà tale da distruggere tutte le forze intermedie e da attrarre il voto utile di tutti quelli che rifuggono dal “fascino perverso” del M5S.

Quanto al centro-destra le cose a nostro avviso funzionano bene per le amministrative ma molto meno per le politiche. Salvini, in effetti, punta ad andare da solo alle politiche pagando a Maroni e agli altri leghisti il tributo costituito dall’alleanza di centro-destra per amministrative e regionali.

La Meloni fa parte per sé stessa con qualche propensione per l’alleanza con Berlusconi (che però diventerebbe improponibile qualora il Cavaliere, dopo le elezioni, facesse la “piccola coalizione con il Pd”).

Quanto a Berlusconi egli sta facendo il gioco delle tre carte: propende per la “piccola coalizione con il Pd” ma non si fida di Renzi e…

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