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Ravetto (Forza Italia) a LIBERO QUOTIDIANO: Migranti, Malta non soccorre nessuno ma Bruxelles non la sanziona

Laura Ravetto (Forza Italia) a LIBERO QUOTIDIANO: «Malta non soccorre
nessuno ma Bruxelles non la sanziona»

«Il tempo delle minacce è finito. Se il governo pensa di spaventare
l’Unione europea, si sbaglia di grosso: chiuda sul serio i porti alle
navi delle Organizzazioni non governative. E cambi le regole d’ingaggio
della Guardia costiera». Laura Ravetto (Forza Italia) è la presidente
del comitato parlamentare di controllo sul trattato di Schengen. «Da un
armo e mezzo», rivendica la deputata azzurra, l’organismo che presiede
ha acceso i fari sul comportamento delle associazioni umanitarie in
mare. Così adesso, mentre di fronte agli sbarchi che si susseguono
l’esecutivo scopre la linea dura, Ravetto attacca: «Quella del ministro
dell’Interno, Marco Minniti, è solo un’azione pirotecnica». Eppure anche
il suo gruppo, Forza Italia, inizialmente ha applaudito. «Quelle del
governo sono solo paro-le. Mentre stiamo parlando, una nave battente
bandiera spagnola ha sbarca-to a Salerno 1200 persone. Spagnola,
capisce? Sbaglio o per il diritto internazionale se salgo su
un’imbarcazione di un Paese straniero è come se avessi messo piede in
quello Stato? Quindi per il regolamento di Dublino è la Spagna il Paese
di primo approdo dei migranti: perché la nave è approdata in Italia?».
Cosa dovrebbe fare il governo? «Innanzitutto dovrebbe chiudere i porti
con i fatti e non a parole. Poi dovrebbe far valere il rispetto degli
accordi e delle convenzioni internazionali». A cosa si riferisce? «Ad
esempio all’area di ricerca e soccorso di Malta. La Valletta rivendica
una zona di competenza marittima pari a circa. 250mila chilometri
quadrati, poco meno della superficie dell’Italia. Eppure, essendo
peraltro uno Stato dell’Unione europea, Malta si rifiuta di prestare
soccorso in mare e di ospitare nei suoi porti i barconi. Perché
Bruxelles, così solerte quando si tratta di sanzionare uno sforamento
dello zero virgola in materia economica, non dice niente su una palese
violazione dei pat-ti internazionali? Il governo alzi la voce invece di
assumere competenze che non spettano all’Italia». L’Ue ricorda che
salvare vite umane è un dovere. «Una cosa è il soccorso in mare, che
ovviamente è doveroso per chiunque; altro è il trasporto dei migranti
verso i porti. L’Italia, in particolare con la Guardia costiera, ha
sopperito spontanea-mente all’inerzia altrui. Gli accordi internazionali
prevedono che i barconi, una volta conclusa l’operazione di salvataggio,
si dirigano verso il porto più vicino e più sicuro. E questo a tutela
de-gli stessi migranti. Lampedusa e Salerno distano molte miglia
nautiche in più rispetto ad altri porti più vicini e ritenuti comunque
sicuri: quelli di Malta e Tunisia. La Guardia costiera si è assunta, su
input del governo, responsabilità in de-roga alle convenzioni
internazionali: Palazzo Chigi cambi le regole d’ingaggio». Come valuta
l’azione del governo sulla Libia? «Fallimentare. Nono-stante la
restituzione del-le motovedette e l’addestramento della Guardia
costiera, i barconi continuano a partire. È ora di agire sul terreno: il
governo si faccia promotore di un’iniziativa, da portare in sede Onu,
per presidia-re il territorio libico con una missione di peace keeping».
Diranno che pensate solo a chiudere le porte. «Sbagliato: grazie al
presidio del territorio, ad esempio con i caschi blu, sarebbe possibile
aprire veri corridoi umanitari, aerei, peri soli profughi. Basta ali-bi:
l’emergenza è bloccare i migranti economici, come del resto ha capito
benissimo Emmanuel Macron, il presi-dente francese. A proposito: non era
un beniamino della sinistra?

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