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Sicilia: deputato Figuccia da 4 giorni in sciopero fame, contro fallimenti Crocetta su politiche lavoro

Sicilia: deputato Figuccia da 4 giorni in sciopero fame, contro fallimenti Crocetta su politiche lavoro

Uno sciopero della fame contro la politica fallimentare del Governo Crocetta sul lavoro. Ad intraprendere l’iniziativa è il deputato regionale all’Ars (Assemblea regionale Siciliana) Vincenzo Figuccia che,   in via Trinacria 36 , a Palermo, di fronte alla sede dell’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, racconta “una lotta emblematica della situazione economica e sociale della Sicilia”. Accanto a lui, in questa manifestazione di protesta che si svolge all’aperto, sotto la morsa del caldo siciliano, c’è una donna, 54 anni di Agrigento, madre di due figli. “Lei è una delle 8.000 persone condannate a restare senza lavoro a causa della riforma della formazione professionale voluta dalla Regione siciliana”, spiega Figuccia che però ci tiene a precisare: “Ho deciso di sposare questa battaglia perché è il simbolo del fallimento della Regione e per stare accanto a chi soffre, ai giovani costretti ad andare via dalla Sicilia,a chi perde il lavoro e alle imprese che chiudono, a tutti coloro che appartengono a categorie prive di diritti e tutele”. “Sento il dovere come parlamentare regionale di mettermi in ascolto di chi ha più bisogno. Ho accolto l’appello di uomini e donne che hanno subito un provvedimento ingiusto e insensato”, afferma il deputato regionale che, da 4 giorni, segue un digiuno in segno di protesta ma anche – sottolinea – “per esprimere solidarietà ai lavoratori e alle rispettive famiglie”. Già, “perché  – spiega -abbiamo il dovere morale di ascoltare le coscienze delle persone”. ” Al Governo Crocetta vogliamo dire che senza lavoro si muore di fame – aggiunge -. Queste persone hanno diritto ad avere la massima attenzione da parte della politica, delle istituzioni e anche – ci auguriamo – da parte dei media”, continua Figuccia che focalizza l’attenzione sul provvedimento che riforma un settore che “certamente andava riformato – chiarisce – perché andava gestito non in chiave assistenzialistica ma in chiave di sviluppo e crescita”. E invece, in questo modo, “si buttano per strada migliaia di lavoratori e le rispettive famiglie”.  “Stiamo parlando delle politiche attive sul lavoro – rincara la dose -. La montagna ha partorito il topolino: in una regione come la Sicilia dove la disoccupazione ha raggiunto livelli record, solo la politica miope di Crocetta & Co poteva dare vita a una riforma che, anziché porre le condizioni per creare lavoro, ha dato vita ad un ‘esercito di disoccupati’. Per la politica – conclude – è un dovere morale stare accanto a persone vergognosamente calpestate nella loro dignità di padri e madri di famiglia. Difendiamoli”.

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