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Luigi Bisignani a IL TEMPO: “Ecco il patto segreto Grillo-Salvini”

Il retroscena Cinque stelle e Lega fingono di litigare ma hanno già l’accordo di governo. Nel programma fisco, giustizia e lavoro. Se il Cav e Renzi non si svegliano, finiscono male

“Caro direttore, Berlusconi, Renzi e i mille Pisapia si sveglino. Si sta realizzando non un’alleanza elettorale, che li vedrà invece antagonisti, ma addirittura un asse blindato di governo tra Lega e M5Stelle, come auspicava Gianroberto Casaleggio. E pare che proprio questa indicazione il geniale Guru l’abbia lasciata nero su bianco al figlio Davide, come suo testamento spirituale, «per preservare quel che resta dell’Italia produttiva». L’accordo sul quale si discute in un ufficio dalle parti della stazione di Milano, e che doveva restare segreto, nasce dalla convinzione, confermata dai sondaggi, che i grillini saranno il primo partito, con una Lega fortissima al Nord. Il Capo dello Stato, volente o nolente, non potrà che affidare l’incarico a una personalità indicata da Grillo che, senza alcun tipo di consultazione, nemmeno in rete, in 48 ore presenterà al Quirinale e al Parlamento un “governo d’emergenza” per due anni. Con buona pace delle regole emanate proprio oggi per la scelta del candidato a premier e da una lista di ministri pentastellati che verrà presentata ad ottobre. Queste le priorità del governo M5Stelle-Lega : riordino del fisco, della giustizia e del mercato del lavoro, con una caratterizzazione principalmente etica. Si deciderà cosa fare della Legge Fornero e del reato di clandestinità, del reddito di cittadinanza e dei vitalizi. Di alcuni di questi temi ha già discusso l’attuale Parlamento, senza giungere a una conclusione, e Lega e 5Stelle si son trovati d’accordo, come anche sui vaccini. A sigillo di tutto ciò, i rapporti con l’Europa e l’euro, su cui la quadra è stata raggiunta partendo dalla normativa sul sistema bancario: la sospensione del bail-in e due riforme sulla gestione delle crisi e sulla tutela dei risparmiatori. Risolto questo nodo la strada è in discesa, tanto sul tema della moneta unica quanto su quello della burocrazia europea, primo pezzo di establishment da depotenziare. Matteo e Beppe possono contare anche su un buon rapporto con Putin mediato da un pezzo da novanta come Sergei  Zheleznyak, vice presidente della Duma. Verrà poi aggredito l’altro vulnus italiano: partecipate statali, carrozzoni pubblici e debito. I membri dell’esecutivo saranno esponenti della società civile, che otterranno la fiducia dai parlamentari degli altri partiti. Nessuno dei nomi che girano, da Di Maio a Di Battista, pare verrà incluso perché valutati non all’altezza, mentre la Lega indicherà quattro o cinque tecnici di gran prestigio per ministeri importanti e per alcune significative battaglie come l’immigrazione e la flax tax. Salvini punterebbe su un economista come Armando Siri, una giurista come Giulia Bongiorno e un professionista della sicurezza come Gianni Tonelli. I nomi che piacciono a Grillo e Casaleggio jr sono sempre quelli di Milena Gabanelli e di Pier Camillo Davigo. Entrambi, al di là delle dichiarazioni, inorgogliti dalla chiamata in causa. La Giovanna d’Arco sta prendendo tempo, anche perché dilaniata, nel suo ego ipertrofico, da un dilemma che non riesce a risolvere: attendere gli esiti degli accertamenti in corso sulle vecchie gestioni della Rai e puntare tutto su viale Mazzini oppure mettersi sulla scia vincente del Ministro dell’Interno Marco Minniti, con il quale ha trovato significative convergenze, e accettare le sempre più forti avances dei 5Stelle con l’appoggio mediatico de Il Fatto, che si è messo anche a raccogliere le firme? Per Silvio e Matteo i tempi delle chiacchiere sono terminati, se non vogliono davvero finire entrambi ai giardinetti.”

 

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