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Cicchitto (AP): All’HuffingtonPost ‘Il teatrino fra Trump e Putin’

Oggi la Siria è dominata dalla coalizione Russia, Iran, hezbollah. Ora l’accordo Usa-Iran sul nucleare è stato giusto, ma si è inserito in un contesto politico sbilanciato perché gli sciiti ispirati dall’Iran hanno dilagato in Siria e in Iraq, hanno aperto altri fronti in Yemen e in Bahrein. Quello che sta avvenendo in Libano con la fuga di Hariri per non essere ucciso dagli hezbollah è la testimonianza di una situazione assai seria anche in quel paese. Il problema di riequilibrare i rapporti fra sunniti e sciiti perseguito dall’Arabia Saudita non va criminalizzato a priori ma le sue ragioni vanno comprese, ovviamente con l’obiettivo di costruire un nuovo equilibrio, non di provocare nuovi conflitti. Ma a nostro avviso non si colgono gli aspetti nuovi e inquietanti della crisi dell’ordine mondiale se non si fanno i conti con la crisi dell’egemonia americana accentuata dalla contraddittorietà di orientamenti, dalla carenza di professionalità insiti nella politica di Trump che sta provocando un autentico vuoto strategico che in modo diverso viene riempito dalla Cina e dalla Russia. La Cina sta procedendo lungo la linea di un organico imperialismo economico a livello mondiale (specie in Africa) fondato sulla combinazione fra uno stato extra-comunista e un’economia ultra-capitalista e globalista, l’imperialismo politico cinese allo stato, è concentrato sull’area del sud est asiatico.

Invece Putin è portatore di una linea di nazionalismo imperiale che recupera materiali politico-culturali sia dallo zarismo sia dal comunismo. È la linea della grande Russia che si è tradotta nella guerra asimmetrica che va dall’Ucraina, all’occupazione della Crimea, alla Georgia, alla pressione su tutti gli Stati del Nord Europa, all’intervento diplomatico-militare in Medio-Oriente, e in un’azione spregiudicata e aggressiva fondata sull’uso scientifico di Internet rispetto agli Usa e rispetto all’Europa che solo i ciechi e coloro che sono dominati da puri interessi economici non vedono. Così in Usa Putin e l’apparato cibernetico russo sono intervenuti per far perdere la Clinton, in Francia a sostegno della Le Pen, in Inghilterra su Brexit, in Spagna sulla Catalogna, in Italia, amicizia con Berlusconi a parte, con relazioni speciali con la Lega e con il Movimento 5 stelle. Tutto ciò viene posto in atto per destabilizzare l’Occidente e specialmente l’Europa. Molti chiudono gli occhi e parlano per stereotipi, quasi che la Russia di Putin sia ancora quella debolissima che si recò col piattino in mano a Pratica di Mare per essere ammessa nel salotto buono della politica internazionale. Quella Russia non c’è più. Putin è l’unico grande giocatore di scacchi che c’è sulla scena mondiale. Egli si fa forte della scuola Kgb (che non è mai stata una banale centrale spionistica) è dotato di un disegno e di una cultura che sono appunto quelli dell’Eurasia e della “terza Roma”, una concezione della “grande Russia” che recupera tutto: Ivan il Terribile, Pietro il Grande e Joseph Stalin. Il siparietto fra lui e Trump durante il quale si sono vicendevolmente dati atto che non c’è stato alcun intervento russo nelle elezioni americane sarebbe molto divertente, mentre invece è drammatico per ciò che sottintende.
A testimoniare la confusione mentale di Trump c’è la sua frase: “Hanno ragione sia la Cia sia Putin”. Questa frase dimostra che Putin ha giocato bene le sue carte cibernetiche nelle elezioni americane.

http://www.huffingtonpost.it/fabrizio-cicchitto/il-teatrino-fra-trump-e-putin_a_23276747/

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