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Luigi Bisignani a IL TEMPO: Sotto la toga il cancro rosso. Dopo Tangentopoli la nostra Repubblica da parlamentare è divenuta giudiziaria

Luigi Bisignani a IL TEMPO: Sotto la toga il cancro rosso. Dopo Tangentopoli la nostra Repubblica da parlamentare è divenuta giudiziaria

Caro direttore, la stragrande maggioranza dei magistrati per-bene e con la schiena dritta sentirà un senso di disagio leggendo l’ultimo saggio di Annalisa Chirico. A distanza di anni, fa riflette-re Francesco Cossiga quando nel 1992 andava dicendo: “Mi auguro per il futuro che la gran parte della magistratura italiana comprenda quali figuri siedano accanto ad essa nel CSM”. Le sue parole, ancora oggi, pur-troppo suona-no sempre più attuali. La Chirico nel suo saggio “Fino a prova contraria”, s e m b r a d’accordo con Raffaele Cantone, integerrimo capo dell’Anticorruzione, quando individua nelle correnti che nel CSM trovano la loro massima interpretazione “il vero cancro della magistratura”. Così come Bruno Tinti, tra i fondatori de “Il Fatto Quotidiano”, quando scrive che “le correnti amministrano potere al solo fine di ottenere posti rilevanti per gli iscritti”. Ma qual è la corrente che secondo l’autrice ha finito per condizionare così tanto il corretto andamento del sistema giudiziario? La Chirico non ha dubbi: Magistratura democratica, movimento di rottura nato nel 1971 per farsi promotore, come diceva la mozione, del cambiamento e di una riappropriazione popolare visto il gran vuoto ideologico della magistratura italiana che ha portato nel tempo alle trasformazioni della nostra Repubblica, da parlamentare a giudiziaria. Ed è proprio attraverso Md che si è saldata nelle piazze l’alleanza tra magistrati di sinistra, sindacati e PCI. Emblematica diventa quindi la carriera di Luciano Violante, passato da Md al PCI, all’Antimafia sino a ricoprire la terza carica dello Stato. Gli annidi Tangentopoli, con i mille errori commessi, seguono il nuovo passo ma le correnti “supergarantiste” con i brigatisti negli anni di piombo tacciono sugli eccessi procedurali e giustizialisti di Mani Pulite. Stagione che ha decretato la fine dei partiti tradizionali e aperto la porta al leaderismo esasperato, da Berlusconi a Bossi, da Grillo a Renzi. La supplenza è così passata alla magistratura. Ci siamo assuefatti, nota la Chirico, al “magistrato di scopo” che si pretende tutore della morale pubblica con un codice penale che lascia il posto ad un codice morale che finisce per perseguire più i peccati che i reati. E questa filosofia ha trovato oggi, più di ieri, una grande cassa di risonanza nel Movimento 5 Stelle che…

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