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Cosimo Ferri: Trasparenza e nuove tecnologie in sinergia per contrastare la corruzione

COSIMO MARIA FERRI:

“Trasparenza e nuove tecnologie in sinergia per contrastare la corruzione” è quanto ha dichiarato il Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri nel corso del suo intervento al Convegno “Il Nuovo Sistema degli Appalti Pubblici: Regole, Processi e Tecnologie” organizzato dall’Associazione Ambiente e Società e dall’Associazione Italian Digital Revolution.

“La trasparenza è uno dei più mezzi più incisivi per combattere la corruzione perché aumenta la visibilità della pubblica amministrazione e le nuove tecnologie permettono di potenziarla in diversi ambiti, tra cui i procedimenti amministrativi e giudiziari”.

“Il nuovo Codice degli appalti è intervenuto proprio in questa direzione, introducendo l’obbligo di digitalizzare le procedure di tutti i contratti pubblici e rendendo più accessibili i dati delle pubbliche amministrazioni, in un’ottica di semplificazione e nel rispetto dei principi di economicità, imparzialità, proporzionalità e pubblicità, con particolare attenzione alla tutela dell’ambiente e all’efficienza energetica.

Si punta a ridurre i tempi e le prescrizioni e a contrastare conflitti di interesse e inquinamenti malavitosi attraverso una rete innovativa di piattaforme che tutela la concorrenza e mira a selezionare operatori con competenze specifiche”.

“Il recente decreto correttivo, d.lgs. 56/2017, ha reso ancora più penetranti gli obblighi di pubblicazione di tutti gli atti che devono essere resi noti anche sul sito del Ministero dei Trasporti e sulla piattaforma Anac, autorità nazionale anticorruzione.

In questo modo le stazioni appaltanti in possesso di nuove tecnologie, previste tra i requisiti premianti, saranno valorizzate e i concorrenti avranno più certezza sulla data di pubblicazione degli atti”.

“Rafforzata la collaborazione tra Anac e Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo: il protocollo di intesa firmato lo scorso 13 novembre mira a favorire un reciproco scambio di dati e informazioni, anche con le prefetture, e disciplina la comunicazione dei c.d. whistleblowers, ovvero chi segnala attività illecite, per assicurare una maggiore trasparenza nella Pubblica Amministrazione, in chiave di contrasto al fenomeno della corruttela e delle infiltrazioni mafiose nelle procedure degli appalti, una delle aree più esposte al rischio.

“La sfida è incentivare i cittadini all’uso della rete: l’italia è stata tra i primi Paesi a dare inizio alla digitalizzazione negli anni ‘90 ma ad oggi solo il 24% dei cittadini utilizza la Rete per interagire con la Pubblica Amministrazione.

Più formazione e informazione per diffondere il digitale e creare un dialogo virtuoso tra cittadini e pubblica amministrazione.

E’ questa la strada per la legalità, per la crescita economica e per il risparmio sui costi”.

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