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Cicchitto a IL MATTINO: “Ap vada con il Pd, da soli scompariamo. Il rischio scissione c’è,la scelta di Alfano è stata uno choc”

On. Fabrizio Cicchitto (Alternativa Popolare) a IL MATTINO: “Ap vada con il Pd, da soli scompariamo. Il rischio scissione c’è,la scelta di Alfano è stata uno choc”

L’addio di Angelino Alfano segna un punto di svolta forse definitivo per il futuro di Ap,chiamato a decidere,lunedì in assemblea,del proprio destino .Fabrizio Cicchitto, presidente della commissione Esteri della Camera,da tempo coltiva l’idea che l’unica strada percorribile sia un’alleanza con il Pd. Angelino Alfano ammette il rischio di scissione.

Cosa succederà lunedì ?
«Il nodo delle alleanze c’è e le ipotesi in campo sono due,correre da soli o confermare,e io sono tra questi, l’alleanza con il Pd. Con il Pd abbiamo convissuto per cinque anni una comune esperienza di governo. Sono state approvate riforme come il jobs act, la responsabilità civile dei magistrati,le intercettazioni,tipiche di una tradizione riformista e moderata. Credo,per quel che mi riguarda,che si possa trasformare un’alleanza di governo in una coalizione politica per arginare movimenti populisti e di destra. Detto questo,mi auguro che non ci sia alcuna scissione». L’ala lombarda,con Roberto Formigoni,sembra però più interessata ad andare con il centro destra.

Secondo lei i lombardi direbbero no anche alla ipotesi di correre da soli?
«Questo dovrebbero dirlo loro, aspettiamo l’assemblea di lunedì per capire. Certo,comprendo che in un pezzo del partito l’aspirazione regionale prevalga su tutto».

Una terza via,l’alleanza di centrodestra,è da scartare?
«La scelta per una coalizione di centro destra è saltata per due motivi, perché l’ha scartata Berlusconi e perché la scartiamo noi. E comunque, è anche troppo tardi:alla vigilia delle elezioni,ritornare nel centro destra ci fa perdere anche la faccia».

E andare da soli?
«Ci fosse un sistema elettorale tutto proporzionale si potrebbe anche decidere di correre autonomamente. Ma in presenza di una parte maggioritaria e in uno scenario dominato da un conflitto politico esasperato ci sarebbe il rischio di consegnarsi all’irrilevanza».

La decisione di Alfano di non ricandidarsi facilita o complica la scelta che lunedì l’assemblea dovrà fare?
«Alfano ha compiuto un atto assolutamente straordinario che costituisce una risposta bruciante a tutti coloro che lo hanno sempre attaccato frontalmente,addirittura chiamandolo traditore. La sua scelta di non candidarsi ha scioccato tutti perché Angelino era un punto di riferimento. Ma la questione politica sulle alleanze c’era prima e c’è ora. C’è in Ap l’esigenza di un chiarimento ed è quello che faremo lunedì».

Alfano ha detto che il compito di decidere spetterà a chi guiderà il partito e che il suo cognome comincerà per elle. Vuol dire che Alfano lascerà anche la guida di Ap?
«Il mio cognome non comincia per elle…Comunque, vedremo. Alfano ha detto che non si ricandida ma che non si ritira dalla politica. Vediamo in che modo intende esprimere questa sua volontà». A parte il ritiro di Alfano,anche Giuliano Pisapia ha fatto un passo indietro ritenendo impossibile un’alleanza con il Pd.

Perchè il centro sinistra è così poco attrattivo?
«Il Pd paga un certo integralismo,paga la tendenza a non fare mediazione. Ma se vuoi costruire una coalizione devi saper aggregare e mi auguro che il Pd recuperi questa capacità. Aggiungo che se guardiamo al centro destra non mi sembra che la coalizione sia ferrea. Vi sono posizioni molto differenti e quando si passerà dalla poesia alla prosa i problemi verranno tutti fuori».

Lei è stato uno dei punti di riferimento di Forza Italia. Perchè non le piace questo centro destra?

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