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Corrado De Rinaldis Saponaro a IL TEMPO: L’ultima sfida dei Repubblicani «Serve un nuovo Risorgimento»

«All’Italia serve un vero e proprio Risorgimento della Ragione». Così Corrado De Rinaldis Saponaro, Coordinatore Nazionale del Partito Repubblicano Italiano, sintetizza il 48esimo congresso dello storico movimento dell’edera, terminato ieri pomeriggio a Roma.

Risorgimento della Ragione. La politica, dunque, deve tornare a categorie del passato?
«Il Risorgimento fu un periodo bellissimo e decisivo della nostra Storia, e noi ci richiamiamo ad esso perché, oggi, i partiti non riescono ad interpretare la reale esigenza di risalire la china; la crisi economica è diventata crisi politica. Così, nell’attuale quadro politico, si agitano spettri della paura di vario genere: paura sul futuro, paura sulla condizione generale dei giovani, la paura di una Nazione che sta perdendo terreno rispetto agli altri Paesi Europei. Noi vogliamo essere
un’alternativa a tutto questo, e così rivendichiamo il valore della ragione per trovare le soluzioni più idonee e ricostruire la coesione degli italiani».

Il quadro politico è in via di definizione, anche se molto difficoltosa. Voi come vi collocate?
«Non siamo omologabili né al centrodestra, né al centrosinistra. Ma, come diceva Ugo La Malfa, i Repubblicani sono “avanti”. Nel centrodestra vediamo luci ed ombre. Le luci sono l’area liberal democratica, le ombre quelle forze che in occasione delle elezioni francesi si sono schierate con Marine Le Pen. A sinistra, invece, è in corso un regolamento di conti della storia. Noi siamo un partito riformista e sentiamo forte il dovere di ritornare nelle riflessioni quotidiane degli italiani».

Però lei sa bene che la nuova legge elettorale, avendo reintrodotto in parte un sistema uninominale maggioritario, chiama a delle scelte. Chi sono i vostri interlocutori?
«Senz’altro, come le ho detto, l’area liberal democratica nel centrodestra e quella riformista a sinistra. Certo, la legge elettorale ci spinge a dover fare un’alleanza. E questa, come sancito dal Congresso, dovrà avvenire sulla base di una convergenza piena su temi che noi riteniamo fondamentali. Intanto, noi, vogliamo lanciare un grande progetto di federazione repubblicana, che poggi le basi su temi di largo respiro e voglia cimentarsi con noi in questo percorso di Risorgimento della Ragione».

A chi è rivolta questa federazione e quali sono i vostri punti qualificanti?
«La federazione è rivolta a tutte le persone e i movimenti liberi. I temi qualificanti sono l’occupazione e la condizione sociale dei più giovani, l’Europa, le disuguaglianze nel reddito e il taglio alla spesa pubblica. Senza dimenticare la lotta alle mafie e all’illegalità. Vogliamo partire da questi temi e non partecipare alla giostra degli slogan».

Cosa pensate dello Ius soli?
«Il dibattito sulla cittadinanza cui abbiamo assistito in questi mesi è stato troppo riduttivo. Persone che sono nate e cresciute in Italia, parlano i nostri dialetti, hanno frequentato le nostre scuole e soprattutto rispettano le regole, possono benissimo essere cittadini italiani. In caso contrario no. Tutto ciò si lega indubbiamente al tema della sicurezza, che noi Repubblicani abbiamo molto a cuore e siamo convinti che lo Stato non debba mai abbassare la guardia, specie nelle periferie. Non è accettabile, peraltro, assistere a quelle iniziative estemporanee di presenza dello Stato che abbiamo visto, per fare un esempio, a Ostia nelle ultime settimane. L’impegno per la sicurezza deve essere quotidiano».

Quali saranno le vostreprossime iniziative?
«Nei prossimi giorni sarà formata una segreteria. E, su mandato dell’assise congressuale, avvierò una serie di incontri con degli opinion leader e rappresentanti delle categorie produttive e gruppi della società civile per iniziare il percorso della grande federazione dei repubblicani».

di Pietro De Leo

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