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Cicchitto (AP) a LA STAMPA: “Andiamo con Renzi anche se non è generoso. Saremo oltre il 3%”

Nel tardo pomeriggio, al termine della riunione di Alternativa popolare, è il deputato Fabrizio Cicchitto ad annunciare il «divorzio consensuale» che si consumerà oggi nel partito di Alfano. Siamo arrivati al divorzio, quindi, le divisioni sono insanabili? «Le divisioni sono insanabili tra chi vuole andare in modo autonomo, per poi aggregarsi con altre forze e costituire una gamba del centrodestra, e chi vuole tradurre l’esperienza di governo in una coalizione». Come lei… «Noi riteniamo che il governo abbia espresso in questi anni contenuti moderati e riformisti. E non solo: c’è stata addirittura una modifica politica rispetto a quando Berlusconi in persona diede il via al governo delle larghe intese con Letta e poi al patto del Nazareno». A cosa si riferisce? «C’è stata una scissione a sinistra del Partito democratico: questo significa che la collocazione moderata e riformista di quest’area si è ulteriormente rafforzata. Noi abbiamo un importante ruolo». Quale? «Dobbiamo costruire un antemurale rispetto a un centrodestra che è molto diverso da quando ne facevamo parte: allora la Lega era una specie di grande sindacato dei piccoli imprenditori e degli operai del Nord, non era il movimento aggressivo di oggi. Con tutti i suoi limiti, questo governo ha rimesso in moto l’economia: andarsi a collocare in una terra di nessuno non significa solo rischiare di non prendere il tre per cento, ma soprattutto garantire un minor impegno di stampo riformista». Ma non siete incoerenti? Siete nati come Nuovo centrodestra, dicevate che la collaborazione col centrosinistra era temporanea, e ora invece lavorate a un’alleanza… «Siamo nati come Nuovo centrodestra ma poi abbiamo cambiato nome, tutti d’accordo, perché abbiamo preso atto che l’ipotesi di un nuovo centrodestra era fallita: il centrodestra attuale, ripeto, è molto peggio di quello storico con Fi egemone, An subalterna e la Lega di Bossi che non aveva il coltello tra i denti come quella di oggi di Salvini. Non c’è una purezza politico-ideologica di Berlusconi mentre noi siamo i traditori». Voi insistete a voler andare con Renzi ma in questi anni di collaborazione non è stato molto generoso nel riconoscervi un ruolo, non trova? «Per niente generoso. Ma la politica ha una logica che prevale anche sugli errori politici che Renzi ha commesso. E, bon gré mal gré, lui ha bisogno di un’area di centro, e noi vogliamo essere coerenti con quel che abbiamo fatto in questi cinque anni di governo». Facendo una lista alleata al Pd… «Faremo una lista centrista, autonoma, anche con altre forze di centro con cui dovremo parlare nelle prossime ore». Chi guiderà questa lista? Beatrice Lorenzin? «È possibile ma non sicuro. Dovremo vedere con i nostri interlocutori». In questo divorzio consensuale chi terrà il nome di Alternativa popolare? «Questo fa parte delle cose che dovremo vedere da qui a domani alle 18 (oggi, quando torneranno a riunirsi, ndr.)». Alfano sta con voi? «Alfano è intervenuto facendo un bellissimo discorso che andava al di là di questa divisione, ma è nettamente dalla nostra parte». A quale percentuale può ambire secondo lei la vostra lista? «Mi auguro ben oltre il tre per cento».

di FRANCESCA SCHIANCHI

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