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Cicchitto (AP): Camera, Parlamento e politica estera nella XVII Legislatura

Il presidente della commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera onorevole Fabrizio Cicchitto, nella sua relazione su “La storia non finisce mai” in un certo senso conclusiva dei lavori della Commissione, ha affermato fra l’altro: “Oggi ci troviamo di fronte a un affievolimento della leadership mondiale degli Usa, frutto sia degli errori di opposto segno commessi da Bush jr e da Obama sia della condotta del presidente Trump. Non è ancora chiaro se la politica estera di Trump è caratterizzata solo da estemporaneità e erraticità  o da un disegno strategico. Il recente documento strategico di Trump è assai lucido nel cogliere la conflittualità insita nelle politiche imperiali sia della Russia che della Cina. Ad esse però il documento contrappone una versione geopolitica di America first che rischia di tradursi in isolazionismo e nazionalismo. Di fronte a questo mondo così polarizzato indubbiamente l’Europa potrebbe svolgere un grande ruolo qualora fosse politicamente unita, avesse una politica economica espansiva, trovasse una linea unitaria nell’affrontare l’immigrazione, che comporta il superamento del patto di Dublino”.

Cicchitto, riferendosi ai libri di Fabbrini e Battaglia, ha sottolineato la validità della proposta di Giscard d’Estaing per due livelli della politica europea, con un nucleo fortemente impegnato a rendere omogenea la politica estera, della difesa,  dell’emigrazione.

Il presidente Cicchitto ha concluso rilevando che dalla sua esperienza in questi anni ha tratto la valutazione che, pur fra difficoltà e contraddizioni, la diplomazia italiana mantiene un alto livello di professionalità, di preparazione culturale, che rende efficace il suo ruolo nel sostegno alle imprese e nella tutela dei diritti di libertà degli italiani all’estero.

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