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UDC: Segretario Nazionale Udc On. LORENZO CESA intervista a Radio Radicale

++ On. LORENZO CESA  (Udc) a RADIO RADICALE ++

LEI HA DETTO CHE E’ SICURO DI SUPERARE ABBONDANTEMENTE LO SBARRAMENTO E DI CONTRIBUIRE IN MODO DETERMINARE ALLA VITTORIA DEL CENTRODESTRA. LE POSSO CHIEDERE DA DOVE VIENE TUTTA QUESTA CERTEZZA?

Dalla conoscenza del territorio e delle persone che partecipano a questo progetto. Io che sono un uomo di territorio so esattamente chi siamo noi dell’UDC, cos’è. L’amico Fitto, Maurizio Lupi, tanti altri amici che parteciperanno a questo progetto. Noi abbiamo una presenza sul territorio nazionale ben radicata che va oltre la forza che in questo momento noi rappresentiamo in Parlamento.

LEI PORTA CON SE’ UN SIMBOLO STORICO, QUELLO DELLO SCUDO CROCIATO. SI PUO’ RICORDARE ANCHE LA PRIMA REPUBBLICA. NON TEME CHE QUESTO SIMBOLO COSI’ IMPORTANTE POSSA PORTARE CON SE’ PREGI, MA ANCHE TANTI DIFETTI?

Sì, ma ci può anche essere quello che lei dice, ma a me interessa portare avanti e mantenere in piedi la bandiera dello scudo crociato, che per noi rappresenta la difesa di alcuni valori in cui crediamo fortemente. La difesa dell’identità cristiana di un Paese, della vita senza sé e senza ma, rimettere al centro della politica anche il tema della famiglia non con le chiacchere ma con fatti concreti, con sostegni europei. Riteniamo che sia sempre più importante farlo, anche perché viviamo un periodo di grande crisi economica, che non è altro che il frutto di una crisi etica che dall’America è arrivata in Europa e ha messo in ginocchio interi paesi, intere famiglie, persone quindi popoli interi. Dobbiamo agire attraverso l’arma della difesa di alcuni valori. Per noi lo scudo crociato rappresenta questo.

NELLA DIFESA DI QUESTI VALORI, COME POTRETE RIUSCIRE A CONIUGARLI CON LA LEGA DI MATTEO SALVINI?

In una coalizione, come sempre, composita, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, ognuno è portatore di proprie idee, di propri progetti. Poi bisogna trovare delle sintesi; noi siamo sempre stati il contraltare della Lega negli anni passati. Vogliamo continuare a farlo: quando la Lega eccede su alcuni argomenti, noi diremo la nostra. E’ proprio questo il ruolo che vogliamo avere all’interno della coalizione.

MATTEO SALVINI IN UN’INTERVISTA SU LIBERO HA FATTO UN APPELLO A BERLUSCONI. MA HA DETTO “CI POSSIAMO INCONTRARE TUTTI ANCHE CON PARISI, CESA, TREMONTI E SGARBI”. E LEI HA DETTO CHE AVRETE COMUNQUE DEGLI ALTRI INCONTRI…

Noi abbiamo un dialogo aperto, con Stefano Parisi, Sgarbi, Quagliarella e io mi auguro che tutti insieme possiamo realizzare questo progetto. Mettere insieme liberali e democratici cristiani è il sogno che abbiamo e che inizia a realizzarsi, e che va realizzato nell’interesse del Paese. E’ una forza del buon senso che deve fare una politica della concretezza, assolutamente necessaria da realizzare nell’interesse dell’Italia e dei giovani.

CON LA LEGGE ELETTORALE C’E’ IL PROPORZIONALE E CI SONO I COLLEGI UNINOMINALI: SU QUESTO AVETE GIA’ PARLATO, TROVATO UN ACCORDO?

Sul proporzionale è un discorso tutto nostro: dobbiamo cercare di candidare donne, uomini, giovani, i più forti che abbiamo sui territori e anche sui collegi uninominali, dove avremo una forza significativa. Nei 330 collegi che saranno, tra Camera e Senato, è chiaro che sta a noi cercare di indicare le persone che possano meglio rappresentare i territori; dovremo avere la responsabilità di esprimere le persone migliori per ciascuno di essi.

STEFANO PARISI IN UN’INTERVISTA RIGUARDO IL SUO INGRESSO NELLA “QUARTA GAMBA” HA DETTO “NOI NON ENTREREMO, NON E’ QUELLO IL MODO DI ARRICCHIRE L’OFFERTA POLITICA”.

Penso che Stefano Parisi stia molto bene dentro questa nuova iniziativa centrista, che lui possa veramente rappresentare l’anima liberale e dare un contributo fortissimo all’affermazione di quest’area. Spero la prossima settimana di poterlo incontrare e parlarci perché sarebbe una spinta forte all’affermazione di questo progetto.

RIUSCIRETE AD ARGINARE IL POPULISMO CRESCENTE?

Questo è il nostro dovere. Il populismo lo si argina non con le urla o con promesse irrealizzabili ma con la politica della concretezza. Bisogna dare risposte ai problemi che ci sono: quello del lavoro, soprattutto giovanile, quello della povertà, da affrontare subito e con fermezza quando andremo a governare. Dare risposte ai temi concreti, solo così si argina il populismo. Non ci sono altri modi, il populismo è frutto della situazione di disagio sociale che vive il Paese, in Italia e in Europa. C’è una crisi economica profonda che ha determinato disoccupazione eccessiva, ha ridotto il ceto medio in difficoltà e dobbiamo dare risposte concrete sostentendo le imprese, facendo un piano per le opere pubbliche molto serio, dobbiamo dare risposte concrete per rilanciare l’economia e dare lavoro. Il ceto medio, che è stato la grande rivoluzione della democrazia cristiana: aver fatto crescere il ceto basso, la povera gente, averla portata ad essere ceto medio ha fatto crescere il nostro Paese. Noi dobbiamo fare questo: far credere il nostro Paese, ritornare a fare in modo che il ceto medio possa vivere dignitosamente. Solo così si riprende la situazione economica e si contrasta il populismo. Non lo si fa attraverso slogan o chiacchere ma atti concreti.

NEI SONDAGGI, NEGLI ULTIMI TEMPI, TENENDO CONTO DEGLI ULTIMI ANNI DI FORZA ITALIA, QUESTA HA PERSO CONSENSI E ULTIMAMENTE NE STA RIACQUISTANDO. SECONDO LEI E’ LA FORZA DI SILVIO BERLUSCONI?

E’ la forza di Silvio Berlusconi, Forza Italia è Silvio Berlusconi. Stiamo parlando del più grande politico esistente, non in Italia ma al mondo. Lui sa come fare, sa interpretare le esigenze della gente, le sa trasformare in progetti, idee. E quando ha governato, ha fatto: c’è un ricordo positivo di lui. Tutto questo fa sì che Forza Italia poi torni sempre a crescere in tutte le campagne elettorale in cui c’è Silvio Berlusconi.

Per ascoltare l’ intervista integrale di Radio Radicale a Lorenzo Cesa clickare sul link —> http://bit.ly/2q8SJV9 “Necessaria politica della concretezza”

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