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Cesa (UDC): Il Fatto Quotidiano “La nostra Dc, assieme a Silvio, sarà un successo”

Lorenzo Cesa Il leader risorto dell’Udc ha messo insieme i cespugli centristi (da Lupi e Mastella a Tosi) sotto le insegne dello Scudo crociato

Onorevole Cesa, lei è la quarta gamba del centrodestra. Porta in dote lo Scudo crociato. Com’è brutto parlare di gambe. Io non mi sento una gamba. E vedrà che comunque dopo le elezioni saremo la terza, non la quarta. Prima di Fratelli d’Italia e dopo Forza Italia e Lega. Prevede un mini-boom? Dico solo che ho naso e non mi sbaglio mai. Un naso demoscopico. Prima del referendum del 4 dicembre, sono stato subissato dalle telefonate di amici timorosi. Dicevo loro di stare tranquilli, il No avrebbe vinto 60 a 40. Adesso sento un forte vento di centrodestra e per noi c’è uno spazio molto grande. Lorenzo Cesa ha 66 anni ed è un revenant della politica. Guida l’Udc dal 2005 e di lui si è tornato a parlare alle ultime regionali in Sicilia, quando il suo partito ha preso più del 7 per cento nella coalizione vittoriosa di Nello Musumeci. Oggi è europarlamentare e leader in pectore della gamba centrista del centrodestra. L’Udc è risorta in Sicilia. Alla tormentata cena catanese di B. e Salvini c’era anche lei
snobbato dai giornalisti. Ma no, io non contavo nulla in quel l’occasione, invitarmi è stata una carineria di Musumeci e dello stesso Berlusconi. Indi il botto nelle urne. Sono stato in Sicilia per 34 giorni, abbiamo fatto liste con persone di esperienza, gente che sa cos’è una delibera. Ma liste anche nuove, con quarantenni figli di amici democristiani. Vi è però sfuggito il famigerato Cateno De Luca, il primo arrestato. A tutti i candidati non ho chiesto solo il casellario giudiziale,ma anche il certificato dei carichi pendenti. Su De Luca non risultava nulla. Nulla. In ogni caso avete vinto. Noi non facciamo la politica dei tweet, preferiamo il radicamento sui territori, il contatto one to one con le persone. In questi anni così abbiamo resistito. Magari anche persone che chiedono favori. Non sono più tempi per queste cose.E nemmeno le chiedono più, mi creda. E cosa chiedono? Concretezza, sviluppo, di non mandare gente sprovveduta nelle istituzioni, di ritornare ai valori della Dc. Quanta nostalgia. Si sbaglia. Semmai è una richiesta romantica. In Sicilia abbiamo speso solo 11 mila euro. Per fare che? Manifesti con un vecchio slogan dc: “Fa i vincere il tuo futuro”. Iniziamo l’appello della lista scudo crociata di B.: Lupi, Fitto, Saverio Romano, Zanetti, Costa. Sto lavorando da mesi per questa aggregazione. Anche oggi (ieri per chi legge, nd r) che è il 2 gennaio. Molti politici sono in montagna, io sono a Roma per tessere. Pure Tosi starà sotto lo Scudo crociato. Se vuole starci sì. Mastella avrà certamente meno problemi di Tosi. Mastella è un vero amico ed è più democristiano di me. Più concreto, cioè. Sì. L’elenco è finito? Speriamo di avere anche Stefano Parisi e Gaetano Quagliariello. Un Gambone. Difendiamo la vita, la famiglia, l’identità cristiana. Sarà l’anima liberale e cattolica del centrodestra. Lei però ha perso Casini e De Mita zio e nipote. Restano grandissimi amici. Ovviamente. Con Casini il sodalizio era storico. Ci siamo divisi sul referendum. Lui, Galletti e D’Alia erano per il Sì. Adesso stanno a sinistra, nella nuova Margherita di Beatrice Lorenzin. È una collocazione innaturale, da tappetini di Renzi. Il posto dei dc è nel Ppe, che sta nel centrodestra. Sembra il sequel della Cdl: lei, Salvini e Meloni rispettivamente come Casini,Bossi e Fini.Ci sarà l’atavico problema della s i n te s i . Berlusconi ha governato nonostante tutto e noi saremo come allora il contraltare della Lega. Lei si candida? Forse nel proporzionale, per spirito di servizio. Si scriverà dei suoi guai del 1993 per concussione. Sono stato assolto. Prescritto. Quella vicenda l’ho chiusa, parlo di politica io.

di FABRIZIO D’ESPOSITO

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