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Cicchitto a Il Dubbio: Dopo anni di razionalità e riformismo soffia il vento dell’abolizione

Cicchitto

Tutti i centri di ricerca, dall’Istat, al FMI, all’OCSE, al Censis, e studi argomentati come quello di Marco Fortis (“Un anno di crescita”, Il Foglio, 13 dicembre 2017) mettono in evidenza che in Italia c’è una crescita quale mai si è verificata nel nostro paese dal 2006. Siamo intorno all’1,5, – 1,6. Il traino è dato da due voci della domanda interna, cioè i consumi e gli investimenti in macchinari, attrezzature, che erano crollati negli anni precedenti. Ciò è stato favorito da precise misure della politica economica dei governi Renzi e Gentiloni quali i tanti bistrattati 80 euro e alcune riduzioni fiscali per le imprese e per i super-ammortamenti e gli iper-ammortamenti.

Purtroppo il dibattito che si sta svolgendo in vista delle prossime elezioni è uscito fuori dalla razionalità economica e politica. È fortissimo il rischio che questi risultati così faticosamente raggiunti e che sono limitati rispetto alle esigenze di un paese devastato da anni di gravissima recessione siano annullati e travolti. Indubbiamente c’è una responsabilità anche da parte del governo, del PD, delle forze di centro che sono nel governo, di non essere riusciti né a far apprezzare i risultati raggiunti, né comunque a favorire l’affermazione di un’agenda di tipo riformista, gradualista, razionale.

Invece c’è uno scatenamento del peggio, sia da destra sia da sinistra (Liberi e Uguali). In primo luogo invece di “costruire” c’è una sorta di ebbrezza nell’esaltazione dell’“abolizione”, che vuol dire picconare e distruggere larga parte di quello che si è fatto: abolire la Fornero, abolire il jobs act, se possibile abolire l’Euro. Poi, quando dall’abolizione si passa alle proposte, esse prescindono totalmente dalle coperture e vengono avanzate ignorando qualsiasi vincolo di bilancio: così la flat tax (dai 30 ai 40 miliardi), tutte le pensioni a 1000 euro (da 4 a 18 miliardi), via l’Irap (13 miliardi), il reddito di cittadinanza (che può avere versioni diverse, ma quella minima costa almeno 15 miliardi), l’abolizione del canone Rai (1,7 miliardi), l’eliminazione delle tasse universitarie (1,6 miliardi: incredibile proposta avanzata da Grasso che va a vantaggio dei cosiddetti ricchi).

Per concludere: dopo anni di razionalità e anche di un riformismo certo condizionato e compresso e quindi “grigio”, non inebriante e non mobilitante, ma serio e reale, ci troviamo di fronte ad un’orgia di irrazionalità, di estremismo, di irresponsabilità. Un’affermazione dei grillini o del centro-destra può fare dell’Italia il paese che implode in sé stesso e che a sua volta fa esplodere gli equilibri europei con conseguenze devastanti per tutti. In questo quadro è davvero incredibile la linea di Liberi e Uguali, che ha un unico scopo: eliminare Renzi dalla vita politica. Allora, tutto è possibile, anche una nuova grottesca versione del patto Ribbentropp-Molotov che nel nostro caso prenderebbe i nomi di Di Maio e di Grasso. E’ vero che in molti casi la storia quando si ripete da tragedia diventa farsa. Nel nostro caso, però, avremmo entrambi gli elementi: una tragedia che si articola come una farsa grottesca, visti alcuni dei protagonisti che stanno in campo.

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