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Bisignani: Lega e grillini? L’avevamo detto

Caro direttore, la vittoria del M5S che esce dai risultati elettorali ha un sicuro protagonista nei prossimi mesi: i transfughi di tutti i partiti che formeranno il Gruppo Misto di parlamentari di Camera e Senato i quali decideranno di schierarsi con i grillini per formare un governo davanti ad un Parlamento che appare ingovernabile. Mentre le proiezioni premiano Luigi di Maio in trionfo, il Pd di Renzi crolla e il centrodestra si afferma come prima coalizione con la Lega davanti a Forza Italia. Un altro fatto è comunque certo. Il Conte Gentiloni può continuare a vivacchiare con il suo governo a Palazzo Chigi perché i partiti faticheranno prima di fare digerire un inciucio ai propri elettori. Il Tempo è stato l’unico quotidiano ad ipotizzare una alleanza tra M5S e Lega nel 2015. A questo ha lavorato il vecchio guru Gianroberto Casaleggio lasciando al figlio l’incarico di portare avanti il progetto puntando su una figura che si è dimostrata convincente come Di Maio, il quale ha convinto gli italiani e qualche potere forte tra Usa e Vaticano. Potrà Salvini far digerire ai suoi questa alleanza rischiando di mettere in discussione le giunte in Lombardia, Veneto e Liguria? Farà fatica anche se molti punti li avvicinano, dall’anticasta all’immigrazione, ma il collante del potere è sempre molto attrattivo e finirà per farlo probabilmente per due motivi: le schermaglie con Berlusconi in questi mesi gli danno un buon motivo ed anche la possibilità che molti dei suoi magari minaccino di passare proprio al Misto pur di tornare nei Palazzi del Potere. Il Cavaliere, nonostante il commovente sforzo, non è riuscito a sfondare anche per la miopia dei suoi più vicini collaboratori che hanno portato il partito al suo minimo storico. Salvini si dimostra un cavallo di razza e registra una vittoria storica mentre Giorgia Meloni riesce a portare a casa un risultato che premia la sua coerenza. I cattolici di Fitto e Cesa combatteranno fino all’ultimo voto per raggiungere la soglia fatidica del 3%,penalizzati anche da gelosie con gli alleati e piccole guerriglie interne sulla formazione delle liste. A sinistra si conferma il tonfo di Matteo Renzi che non è riuscito più a capire né il Paese che gli ha voltato nel giro di due anni le spalle né il suo partito. A Mattarella resta ora il compito più difficile. Ma come potrà non dare un incarico ai 5stelle? Da consumato democristiano prenderà tempo e il tempo gli porterà consiglio per dare ai partiti vincitori una soluzione digeribile. Ma sarà comunque un caos in Parlamento.

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