MM Notizie Souad Sbai 

Sbai (centro culturale Averroè): Libia, terra di alleanze Jihadiste a due passi da noi

Souad Sbai (presidente centro culturale Averroè, ex parlamentare ed esperta di terrorismo jihadista):

Come si è ampiamente sviscerato durante l’incontro organizzato dal Centro Culturale Averroé Il Risiko Libia: pericolo algerizzazione della crisi nelle scorse settimane, la Libia è il tassello che maggiormente dovrebbe preoccupare in fatto di estensione e proliferazione terroristica e jihadista. In Libia  le potenze straniere hanno prima messo a soqquadro il Paese con la fine di Gheddafi e poi hanno lasciato il campo (una volta depredato quel che si doveva depredare) alle formazioni jihadiste già presenti e a quelle che si sono via via formate o aggiunte. E all’influenza di Paesi, come appunto il Qatar, che quelle formazioni finanzia e sostiene. Il panorama libico è inquietante perché nel Paese nordafricano si sono saldate alleanze jihadiste di non poco conto. In Libia, Isis e Al Qaeda, per chi non lo avesse notato, non hanno mai avuto motivi di frizione sostanziali, il che ci suggerisce che stiano sostanzialmente collaborando. Anzi, hanno formato un asse a capo del quale, secondo le cronache locali ci sarebbe Mokhtar Belmokhtar, algerino, uno dei profili terroristici più pericolosi del mondo. Un rapporto Nato del maggio 2017 ci dice che Isis ”sta operando tra i migranti per un ampliamento del numero dei propri combattenti, seppur con un livello di addestramento limitato”. Reclutare migranti, pagando una somma per ognuno di loro, onde farli divenire appena sbarcati su suolo europeo (e italiano) dei propri militanti. Il tutto mentre i soldi del Qatar corrono a fiumi fra Europa e Nord Africa, a finanziare il proselitismo jihadista dei Fratelli Musulmani e con la Libia al centro di traffici ormai noti ma su cui nessuno mette bocca. Eppure la Libia, così dicono quello bravi in geografia, è a due passi dalle coste italiane.

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