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Ferri (sottosegretario ministero Giustizia): 8 Marzo, mai dimenticarsi della violenza di genere e femminicidio, abbiamo fatto molto continuare con lo stesso impegno

Cosimo Maria Ferri (sottosegretario ministero Giustizia):

“La giornata internazionale della donna #8marzo, deve essere l’occasione per rivolgere un augurio speciale a tutte le donne ma anche un pensiero a tutte le vittime della violenza di genere. Non dimentichiamoci mai di come la violenza di genere e il femminicidio siano una violazione dei diritti umani, non solo della vittima, ma di tutte le donne. Creare più  consapevolezza nella popolazione di questo fenomeno, significa dare loro più coraggio e non farle sentire più sole, ma protette. Aiutarle a denunciare e proteggerle dopo la presentazione della denuncia, ascoltarle, seguirle in un percorso non facile, che va a modificare le abitudini di vita e i rapporti personali. In questi anni abbiamo fatto molto, penso alla legge sul femminicidio, al rafforzamento della misura cautelare coercitiva dell’allontanamento dalla casa familiare, alla previsione dell’arresto obbligatorio nei confronti di colui che sia colto nell’atto di commettere i reati di maltrattamenti e di stalking e sono state introdotte nuove aggravanti, inasprendo dunque il trattamento sanzionatorio per gli autori di violenze, come la violenza assistita, riscontrabile tutte le volte in cui la violenza a danno di familiari sia realizzata in presenza di minori, costretti ad assistervi. Nel 2016 è stato creato il Fondo Vittime di Reati Intenzionali Violenti che garantisce un indennizzo equo ed adeguato delle vittime. Nella legge di stabilità per il 2018 è stato previsto un aumento dei risarcimenti per le vittime di femminicidio e aggressioni sessuali. Gli strumenti preventivi e repressivi esistono e funzionano ma occorre continuare con lo stesso impegno dimostrato finora, sia in termini di certezza della pena, che di ascolto perché l’obiettivo deve essere quello di salvare la donna e di evitare  che possa essere vittima di gravi reati. Occorre rafforzare monitoraggio e controlli per garantire che vengano effettivamente applicate le tutele. Quello che serve adesso è un cambio  di passo culturale. Dobbiamo intervenire con opere di prevenzione, informazione ed educazione che coinvolgano una platea sempre più ampia andando oltre gli stereotipi imposti dalle tradizioni e dalla società.
Le sfida culturale che abbiamo davanti è quella di realizzare una campagna di sensibilizzazione penetrante e trasmettere il senso di una nuova “educazione alle emozioni” a partire dalle scuole. “ Voglio inoltre ricordare l’impegno del Governo con il Piano Anti Violenza che consente di creare una rete di protezione capillare e territoriale in tutto il Paese, grazie al finanziamento di tanti progetti efficaci”

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