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Sgarbi: Cosa fare con i grillini? La soluzione è mettere Di Maio al bando

Vittorio Sgarbi (Assessore ai Beni Culturali Regione Sicilia dalle pagine di Libero Quotidiano):

Una cosa è chiara: gli italiani non vogliono essere governati dai cinque stelle, che sono una minoranza del 32%. Il partito Comunista, quando esisteva, ha raggiunto lo stesso livello di consenso parziale, ed è sempre stato all’opposizione. Il centrodestra e il centrosinistra, che hanno governato insieme per cinque anni, dimostrandosi non incompatibili, rappresentano il 68% degli italiani: quindi hanno la maggioranza. E se è vero che questa volta non vogliono governare insieme perché, nel paradosso dei risultati, il primo ha vinto e il secondo ha perso, non è una buona ragione perché a governare sia la minoranza. La democrazia non si fa mettendo insieme chi si è presentato in contrapposizione all’altro, al punto di spaccare l’Italia in due: la Lega al Nord e i Cinque stelle al Sud. La proposta di Di Maio di un governo con la Lega va sonoramente respinta, e rappresenta un’umiliazione per tutti gli elettori del Nord che hanno, con intelligenza, cacciato nell’angolo quel drappello di fannulloni. È essenziale tornare a votare anche per restituire allo storico leader del centrodestra, Silvio Berlusconi, i diritti civili e la possibilità di candidarsi e, agli italiani che lo vogliono, di votarlo. L’umiliazione di aver avuto un consenso inferiore a quello della Lega deriva dalla impossibilità di eleggerlo in prima persona. Soltanto consumato questo passaggio, egli si potrà, vincente o perdente, ritirare, ed è inimmaginabile che questo avvenga tra cinque anni. Sono considerazioni di buon senso. Ma la rassegnazione, la paura, e la stanchezza di  governi sempre illegittimi, inducono più d’uno ad accettare l’umiliante compromesso. Il primo, per mandato elettorale, a doverlo rifiutare è Salvini. Basta che egli tenga fermo ciò che ha detto sulla unità del centrodestra. La sinistra potrebbe lasciarsi tentare da due strade, entrambe umilianti: prestarsi a essere la stampella di uno dei due mezzi vincitori. Non lo farà, e, se anche scegliesse di farlo con il centrodestra, dovrebbe, a parti rovesciate, meditare sul fallimento della precedente alleanza che l’ha portata alla sconfitta: i governi del «Nazareno», il cui risultato è stato vedere sconfitto Renzi, azzoppato Berlusconi, scomparso Alfano. Non mi sembra una grande prospettiva; e questa volta la fine di Renzi la farebbe Salvini. Quella che aspetta Di Maio, nel suo femmineo bamboleggiare, nel suo dirsi disponibile a tutti, l’ha già vaticinata Renzi: è la fine di Bersani. L’unica soluzione, impraticabile, è dividere l’Italia in due, dare il governo del Nord, come ha indicato la volontà dei cittadini, al centrodestra, e il governo del Sud ai Cinque stelle. Li hanno voluti? Se li tengano.

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