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Cicchitto a Libero Quotidiano: Senza nuovi protagonisti Forza Italia rischia di dissolversi

FABRIZIO CICCHITTO a LIBERO QUOTIDIANO: Senza nuovi protagonisti Forza Italia rischia di dissolversi

Spesso, quando in un partito si apre uno scontro frontale, nell’immediato ci sono un vincitore e un vinto. Alla fine però entrambi i duellanti finiscono male. Ciò è avvenuto infinite volte nel Pci-Pds-Pd. Adesso questo destino, al di là delle apparenze, si sta ripetendo nel centro destra, anzi in Forza Italia. In Forza Italia sembrava finora che la legge inesorabile fosse che chiunque sfidava Berlsuconi – da Fini a Tremonti ad Alfano – alla fine rimanesse schiacciato sul campo. A guardar con attenzione le cose, però, dopo ognuna di queste esecuzioni, al successivo giro di boa elettorale FI ha fatto dei passi indietro fino al punto attuale. Il Pdl nel 2008 aveva circa 13milioni di voti, nel 2013 ne ha persi circa 6 e alle europee del maggio del 2014 ebbe 4.600.00 voti. Scriveva Paola di Caro: «A poche ore dallo spoglio i numeri magici ad Arcore erano due: 17-20». La verità è stata più dura: cioè il 16,8. «Per la prima volta, e lo sa bene anche lui, l’averci “messo la faccia, come ho sempre fatto” non ha portato a nulla. Non a una risalita, non a una ritrovata centralità. Il leader che magari aveva difficoltà a governare, ma che dominava le campagne elettorali anche quando le perdeva, sembra svanito nell’arco di una notte».

NUOVI LEADER

Questo articolo che sembra scritto a commento delle politiche di qualche giorno fa risale invece al 26 maggio del 2014. Da allora ad oggi che è successo in Forza Italia? Berlusconi ha lanciato un nuovo erede? Ha rilanciato un gruppo dirigente forte? Nulla di nulla, salvo qualche aggiustamento in un ristretto cerchio magico che con qualche eccezione assomiglia a un gineceo. Siccome, però, in politica i vuoti vengono sempre riempiti, da un lato nel sistema politico preso nel suo complesso la crisi del patto del Nazareno ha favorito la crescita del M5S, dall’altro lato, nel centrodestra, l’imbalsamazione di Forza italia ha avuto come contraltare la nascita di due nuovi leader con i rispettivi partiti: uno major, cioè Salvini, l’altra minor, cioè Giorgia Meloni. In politica però, specie nei tempi attuali caratterizzati da grande velocità, gli attimi fuggenti se colti al volto possono anche determinare degli sconvolgimenti assai profondi. L’altra sera Berlusconi poteva rovesciare la tendenza con un atto politico dirompente, scioccante, certamente molto rischioso. Egli infatti ruppe con Salvini sulla base di una motivazione politica forte, quella che la Lega voleva fare un governo con i grillini. E per una ragione ancora più forte il M5S non accettava Berlusconi come interlocutore, il No a Paolo Romani era solo un pretesto.

PAURA E CORAGGIO

La linea di tendenza fino ad allora prevalente poteva essere messa in questione da un atto politico spiazzante e certamente anche rischioso. Però nello spazio di una notte Berlusconi ha avuto paura di aver avuto troppo coraggio. E la mattina dopo ha siglato l’accordo sulle presidenze di Camera e Senato. Ma in ballo non c’era un organigramma bensì la leadership del centrodestra. Paradossalmente proprio la nomina della berlusconiana Elisabetta Casellati ha sancito che Salvini e Di Maio danno le carte e che Salvini è il leader indiscusso del Centrodestra. Da ciò deriverà anche un governo fra il M5S e il centrodestra a guida Salvini? È difficile dare in questo momento una risposta: l’ipotesi più probabile è che Di Maio e Salvini si accordino per una scadenza elettorale in tempi brevi nella quale giocare fra di loro una sorta di sfida all’Ok Corrall con la vampirizzazione del Pd ad opera delM5S e di Forza Italia ad opera della Lega. La domanda finale che emerge da tutto ciò è se Forza Italia, i centristi dispersi in tanti pezzetti, e il Pd assisteranno passivamente, come vittime sacrificali, a questo rito cannibalesco oppure se emergeranno all’interno dei partiti e movimenti oggi sconfitti nuove leadership, nuovi protagonisti, nuovi soggetti politici. Oggi è una domanda senza risposta, ma il bello della politica consiste anche nella sua imprevedibilità.

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