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Mario Baccini a Il Tempo: “L’ex ministro punta a riconquistare l’amministrazione del litorale”

 

Mario Baccini a Il Tempo: “L’ex ministro punta a riconquistare l’amministrazione del litorale”

«La sinistra ha sbagliato tutto. Questa città merita di meglio»

«Fiumicino è la somma di ben 15 località, che purtroppo Montino non conosce bene neanche dopo i suoi 5 anni di mancata amministrazione. Io vorrei trasformarla in ciò che merita di essere, una bella città, perché mi considero come uno di quei ragazzi mandati all’estero per studiare ed ora voglio restituire quel bagaglio d’esperienza al mio Comune». Così sogna il suo ritorno a Fiumicino Mario Baccini dopo i viaggi d’andata che lo hanno portato alla vicepresidenza del Senato e al Ministero della Funzione Pubblica. Per il 61enne ex Dc, Ccd e Udc, parlamentare in 4 legislature e presidente del Comitato nazionale per il microcredito, l’amministrazione uscente «è certamente in debito con gli elettori: avrà realizzato l’1, massimo il2% di quanto promesso nel 2013». Anche il  sindaco Montino ammette di «non aver completato l’opera», però chiede di andare avanti: perché non crede ai suoi annunci? «Perché, dopo 5 anni di immobilismo e occasioni mancate, un amministratore non può tornare a dire agli elettori faremo, ma dovrebbe dire quello che ha fatto e, solo dopo, come completare l’opera. Dopo la mia discesa in campo l’amministrazione si è risvegliata con un attivismo improbabile fatto di soli annunci negli ultimi due mesi. Ma la situazione del nostro Comune è di crisi nera, come nell’ambito sociale ed occupazionale. Pensi che, su 40mila dipendenti dell’aeroporto, solo 6mila sono di Fiumicino». Il principale scalo d’Italia non rappresenta più il volano economico del Comune di Fiumicino? «Dovrebbe esserlo, e con me lo sarà. Ma questa amministrazione così distratta, a voler essere benevoli, non ha saputo cogliere la congiuntura storica e così non ha intercettato le potenzialità non solo aeroportuali, ma anche portuali, autostradali, di Maccarese Spa. Il Comune ha fatto da gregario a questi poteri forti. Noi non vogliamo più subirli, ma metterli attorno al tavolo nell’interesse di questo Comune». Un Comune che però rivendica il primato regionale della raccolta differenziata e 3 anni di tariffe bloccate: almeno sulla gestione dei rifiuti lo promuove Montino? «Ma ci sono da fare ancora tutte le isole ecologiche annunciate e le tasse per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti sono tuttora molto alte». E sui servizi sanitari? Il Comune non ha annunciato l’imminente apertura del poliambulatorio di Aranova? «Guardi, è proprio nel campo della salute che si certifica il fallimento di Montino. Perché cerca di vendersi un’iniziativa privata, com’è in realtà questo poliambulatorio, alla stregua di un provvedimento pubblico, come doveva essere la casa della Salute annunciata da tempo a Palidoro. Dove abbiamo appena fatto un sopralluogo per documentare con un video l’abbandono di una struttura che ancora nessuno si è preoccupato di rendere operativa tra Comune, Asl e Regione, che pure Montino conosce bene. Noi punteremo tutto sulla trasparenza, anche perché i nostri candidati non hanno problemi con la giustizia». Allude al rinvio a giudizio di Montino per le presunte spese pazze del Gruppo Pd in Regione? Pensa che, con quel processo in corso, il sindaco uscente avrebbe dovuto rinunciare a ricandidarsi? «No lo so, ne risponderà alla sua coscienza. Però appare quanto meno machiavellica la posizione della sinistra, che si è sempre richiamata ad un codice deontologico, ma evidentemente solo quando riguarda gli altri schieramenti». E nel suo schieramento come state messi? Il senatore leghista William De Vecchis l’accusa di essere dietro alle polemiche mosse contro un’altra papabile candidata-sindaco del centrodestra (Federica Poggio): cosa risponde? «Che si tratta di un mero fraintendimento: le polemiche erano rivolte solo contro il Pd. Io un anno fa ho risposto all’appello di oltre 500 delegati che si sono autoconvocati e mi hanno chiesto di candidarmi. Ma mi rimetterò alle decisioni unitarie della coalizione, a cui proponiamo il nostro programma condiviso da molte realtà».

di Antonio Sbraga

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