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Cicchitto: Un conflitto di interessi al contrario Questo governo è stato partorito nelle tv di Silvio

di Fabrizio Cicchitto* Corriere di Viterbo del 12/05/18

L’Italia è teatro di una grande partita d’azzardo perché la forza degli slogan attraverso i quali il M5S e Lega hanno conquistato l’uno il 32%, l’altro il 18 so-no profondamente differenziati e som-mati insieme fanno saltare i conti dello stato. Però se non si realizza questa sommatoria ciò provoca la ribellione dei rispettivi tifosi e lo sconcerto degli elettorati. Per di più questa intesa provoca enormi perplessità sia negli Usa che nell’Ue anche perchè almeno i leghisti sono le lance spezzate del presidente russo Vladimir Putin in Italia. Questa intesa populista dovrebbe anche provocare una reazione dell’establishment economico-finanziario-amministrativo culturale del Paese, ma da questo punto di vista i pericoli sono minori perchè di fatto esso si è dissolto da tempo, come ha dimostrato la vicenda stessa del Corriere della Sera. Oramai la Fiat in Italia conta solo nel calcio attraverso la Juventus. Di conseguenza il doppio binomio Di Maio Salvini, M5S-Lega sta giocando davvero una partita alla roulette russa perché può passare da due mezze vittorie elettorali ad una presa globale del potere facendo dell’Italia qualcosa di imprevedibile da ogni punto di vi-sta, oppure può andare in mille pezzi di qui a un anno. Nel frattempo coloro che avrebbero dovuto realizzare una grande coalizione nella “normalità” -Pd e Forza Italia- essendo stati travolti alle elezioni stanno ancora sotto shock in modo diverso. Silvio Berlusconi sta disperatamente manovrando nella più totale ambivalenza (sostegno esterno al binomio o invece sabotaggio sotto traccia). Il cavaliere paga a duro prezzo la sua linea a zig zag e il suo ruolo di apprendista stregone. Dal 2013 in poi è andato avanti con serpentine alternando fasi consociative col Partito democratico a fasi di rottura. Ma la cosa più paradossale è stato il fatto che il suo conflitto d’interesse gli si è ritorto contro: i maggiori campioni di Mediaset nei talk show, da Paolo Del Debbio a Mario Giordano a Nicola Porro a Maurizio Belpietro, hanno lavorato in tutti questi anni per la concorrenza, vale a dire per Matteo Salvini. Da Mediaset se ne sono accorti quando i tori erano come si suol dire scappati dalla stalla: dopo le elezioni del 2018 per cui il nuovo editto bulgaro promulgato contro di essi è risulta-to tardivo e perfino un po’ grottesco. Invece il Partito democratico è cosi alla frutta che riesce a dividersi anche adesso. I più patetici di quel parti-to sono coloro che an-cora pensano che si poteva evitare l’intesa M5s -Lega facendo del Pd la ruota di scorta del M5s. Sicuramente un suicidio, ma secondo alcuni di loro un suicidio assistito.
*Riformismo e Libertà

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