Fabrizio Cicchitto MM Notizie 

FABRIZIO CICCHITTO SU LIBERO “EUROPA, BILANCIO, GRANDI OPERE E RUSSIA. SONO PREOCCUPATO PER LA NOSTRA ITALIA”

 

Mai l’Italia si è trovata così a rischio di destabilizzazione come ora. Dalle elezioni non è uscita una maggioranza chiara ma solo due partiti più consistenti degli al-tri, il M5S e la Lega. Il primo però aveva sempre detto che non si sarebbe alleato con nessuno e il secondo ha fatto le elezioni in una coalizione con un alleato – Berlusconi – che i grillini reputano il male assoluto. Adesso queste due forze provenienti da due posizioni lontane devono allearsi. Entrambi questi partiti sono populisti ed euroscettici, uno di essi poi è sovranista e il suo leader Salvini è legato a Putin come Cossutta lo era con Breznev. Il rischio è che tutta la politica estera dell’Italia vada allo sbando e che a sua volta l’Unione Europea ci consideri il Paese più esposto sul terreno dell’euroscetticismo e del lepenismo. Le cose non si fermano qui: due partiti hanno il loro punto di forza elettorale uno al Nord e l’altro al Sud per cui dovranno sommare i loro punti qualificanti sul piano programmati-co, dal reddito di cittadinanza, alla fiat tax, all’abolizione della Fornero. Ma questa sommato-ria fa saltare i conti.
DILETTANTI
Ora è evidente che dopo l’ottimismo facilone del primo giorno i dilettanti allo sbaraglio (con due sole eccezioni, quelle di Giorgetti e di Calderoli che sono due professionisti) che stanno al tavolo della trattativa, si stanno accorgendo che un conto è parlare via twitter e per slogan e un altro con-to è redigere un programma di governo che non faccia saltare il sistema pensionistico, che non aumenti il deficit, che non si risolva in una riduzione della pressione fiscale solo per i redditi medio alti e che di fronte a tragici problemi di copertura non ricorra o alla patrimoniale o ai condoni, o a tutti e due sommati insieme. In più hanno raccontato la leggenda che loro si occupano dei contenuti prima che dei posti e ora si trovano di fronte a tragici problemi proprio sugli organi-grammi. È evidente che proprio in queste ore Di Maio ha messo il coltello alla gola di Salvini riproponendo la sua premiership e poi non sarà facile copri-re i ministeri degli Esteri e del-la Difesa, non solo evitando gli analfabeti, ma neanche mettendo i noti frequentatori dell’Ambasciata russa, bensì indicando personalità che conoscano i problemi e che esprimano una continuità rispetto ai fondamentali della politica estera e della Difesa in tutti questi anni. E poi per scende-re dal generale al particolare quale sarà la scelta di questo governo per evitare la chiusura dell’Ilva?
GLI SCONFITTI
Ciò detto non è che i partiti che non hanno vinto le elezioni cioè Forza Italia e Pd stanno in buone condizioni. Certa-mente oggi se la notizia prove-niente dalla magistratura di
Milano è vera, per Berlusconi è una bella rivincita nei con-fronti di una ingiusta condanna. Finora però rispetto a questa vicenda Berlusconi ha giocato di rimessa oscillando fra l’inserimento subalterno e il tatticismo di chi spera di vede-re il cadavere dei suoi nemici passare lungo il fiume. In effetti Berlusconi paga a duro prezzo la sua linea a zig zag e di aver fatto anche l’apprendista stregone. Dal 2013 in poi Berlusconi è andato avanti fra fasi consociative col Pd e fasi di rottura. La cosa più paradossale però è stata che il suo conflitto di interessi gli si è ritorto contro: i suoi massimi campioni dei talk show televisivi hanno lavorato in tutti questi anni per la concorrenza cioè per Salvini. E a Mediaset se ne sono accorti quando i buoi erano scappati dalle stalle. A sua volta il Pd è così alla frutta che è riuscito a dividersi anche in questi giorni. I più patetici però di quel partito sono stati coloro che ancora pensa-no che si poteva evitare tutto quello che sta accadendo facendo del Pd la ruota di scorta del M5S, che si sarebbe risolto sicuramente in un suicidio ma secondo alcuni di loro – i più ottimisti – in un suicidio assistito.

Related posts