Cosimo Maria Ferri MM Notizie 

Cosimo Ferri: Trent’anni fa moriva Enzo Tortora. Ritenuto innocente dopo una dura campagna mediatica ed una storia giudiziaria che deve far riflettere

Cosimo Ferri: Trent’anni fa moriva Enzo Tortora. Ritenuto innocente dopo una dura campagna mediatica ed una storia giudiziaria che deve far riflettere.
Per evitare che si verifichino nuovi “casi Tortora” è necessario continuare sulla strada delle riforme, portate avanti in questi anni, : ridurre i tempi del processo, renderlo più snello ed efficace e giusto, rafforzare le garanzie effettive e ridurre quelle dilatorie.

Inoltre, nel corso di questa legislatura sono state approvate una serie di misure  che hanno modificato i presupposti per applicare la misura della custodia cautelare in carcere, mirando a fare dell’applicazione delle misure privative della libertà personale l’”eccezione” e non la regola nel corso di un procedimento penale.

Penso all’introduzione nel codice di procedura penale di limiti all’adozione di misure restrittive della libertà in assenza di una condanna definitiva.
Le modifiche si aggiungono, a quelle già in vigore sulla base di provvedimenti precedentemente adottati: il decreto legge n. 78/2013 (“Disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena” – convertito in legge 94/2013” secondo il quale la custodia cautelare in carcere può applicarsi solo per i reati per i quali la pena non sia inferiore nel massino a 5 anni e per i reati di finanziamento illecito ai partiti.
Ancora, il decreto legge 92/2014 (c.d. Torreggiani) secondo il quale il giudice non potrà applicare la custodia cautelare se ritiene che all’esito del giudizio la pena detentiva non sarà superiore a tre anni.

L’obiettivo deve essere quello di salvaguardare le garanzie dei soggetti coinvolti nel processo con quelle di verità: nel processo la verità processuale deve coincidere con quella sostanziale e la cui durata deve essere in grado di assicurare quella risposta di giustizia che le parti e la società si aspetta.

Altro punto critico che emerge dalla vicenda Tortora è quello del difficile bilanciamento tra il diritto di cronaca giudiziaria e la sovraesposizione mediatica dei soggetti coinvolti in un processo penale.

Occorre, infatti, evitare che i processi si celebrino attraverso i mezzi di comunicazione e non nelle aule di giustizia. Non fanno bene al processo ed alla verità l’idea e l’anticipazione mediatica di giudizi.

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