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FABRIZIO CICCHITTO a LIBERO QUOTIDIANO: Il punto di forza dei gialloverdi è la debolezza della sinistra

Per tutta una fase abbiamo ritenuto che Salvini fosse un maestro della tattica, una specie di versione moderna del generale Kutuzov al quale Tolstoj ha fatto un monumento sul piano letterario in Guerra e Pace. Abbiamo pensato cioè che Salvini stesse logorando Di Maio, per il quale era del tutto evidente che la conquista della presidenza del Consiglio fosse questione di vita o di morte. Quando Di Maio è passato dall’alleanza con la Legaa quella conil Pd e poi è tornato sui suoi passi,l’immagine del Movimento 5 Stelle duro e puro si è andata a far benedire: i grillini sono passati dal rifiuto di qualsiasi alleanza alla pratica dell’intercambiabilità di esse. Non a caso in tutta quella fase Salvini e la Lega sono cresciuti e Di Maio e il M5S sono calati nei sondaggi. A quel punto però se Salvini non era solo un campione di tattica ma un maestro di strategia avrebbe dovuto buttare per aria il tavolo anche perché forte è l’impressione che in quest’ultima fase, anche per gli effetti mediatici della riabilitazione di Berlusconi,nel suo complesso il centro-destra sia arrivato al 40%. Invece da un certo momento in poi Salvini ha fatto diventare la tattica una strategia per cui ha dato via libera ad un incredibile “contratto”, sta accettando il rapporto preferenziale con il Movimento 5 Stelle e di fatto sta arrivando ad una rottura politica con Forza Italia e probabilmente anche con Fdi. In questo modo Salvini sta facendo nascere un governo improbabile sia per quello che riguarda la figura del presidente del Consiglio sia per quello che riguarda il suo programma. IL RUOLO DEL COLLE Sul nodo del presidente del Consiglio non possiamo fare ameno di avanzare dei rispettosi interrogativi anche al presidente della Repubblica. Mattarella ha voluto nel contempo assumere un atteggiamento aperto nei confronti di due forze politiche che manifestavano l’intenzione di dare un governo al paese e mettere dei paletti su questioni fondamentali. Ma nella formazione di un governo la figura di un presidente del Consiglio è un prius. Non a caso l’assenza di quella scelta in un certo senso pregiudiziale rispetto al resto ha comportato momenti del tutto grotteschi nello svolgimento della crisi. E anche adesso le cose non sono combinate bene. SECONDE LINEE Parliamoci chiaro: se la scelta del presidente del Consiglio ricade su uno dei due consoli, cioè Di Maio o Salvini, nulla quaestio, perché si tratterebbe di uno dei due leader reali dell’operazione politica in corso (al netto del disastro politico che sarebbe per Salvini l’accettazione della premiership di Di Maio), ma se andiamo sulle seconde linee ecco che si profilano situazioni quantomeno imbarazzanti e paradossali. M5S, a parte Grillo e a parte Di Maio, ha espresso altre due personalità di rilievo, cioè Alessandro Di Battista, che però è in viaggio tra San Francisco e San Diego, e Roberto Fico, che è presidente della Camera. Tolti loro, il Movimento non ha messo in campo delle ballerine, ma certamente dei nani: per dirla in termini meno crudi non ha nessuno che possa parlare alla pari con Macron, Merkel e Orban. Ciò detto, il contratto Lega-M5S presenta una serie di devastanti punti deboli, è un libro dei sogni senza coperture. Ciò rende non credibili i punti forti, dalla flat tax, alla revisione della Fornero, al reddito di cittadinanza. In secondo luogo il contratto ha edulcorato le formulazioni originarie sull’Europa, ma nel momento in cui parla di una revisione dei trattati indica un altro obiettivo impraticabile. In esso poi sono espresse scelte davvero negative:ci riferiamo a quello che è scritto sui vaccini e sugli «agenti provocatori». Infine del tutto negativa è l’impostazione generale della politica estera e della difesa. Detto tutto ciò Salvini ha tempo fino a lunedì per pensarci sopra. L’unico punto forte di questo possibile governo è costituito dal fatto che chi dovrebbe guidare l’opposizione, e cioè il Pd, probabilmente alla sua Assemblea nazionale metterà in piedi un’altra sfida all’OK Corral al suo interno.

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