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Ue: Tajani al “Corriere della Sera” sull’audizione di Zuckerberg, riconosciuto il nostro ruolo

Il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani, in una intervista al “Corriere della Sera” si dice molto soddisfatto dall’audizione al Parlamento europeo dell’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg: “Questo era un primo passo importante, soprattutto dal punto di vista politico”. Zuckerberg – continua Tajani – e’ un cittadino americano, non era obbligato a rispondere al nostro invito: “Ha deciso di farlo e di comparire davanti al Parlamento europeo e non a quelli nazionali, riconoscendo il nostro ruolo come legislatore e regolatore del mercato. Adesso bisogna proseguire. Si e’ scusato con gli europei, che su Facebook sono piu’ numerosi di americani e canadesi, e si e’ impegnato a rispettare le nuove regole sulla privacy (la norma Gdpr che sara’ applicabile da venerdi’ 25 maggio). Ha assicurato che si impegnera’ per evitare interferenze nelle prossime elezioni europee (in calendario nel 2019), che prestera’ attenzione alla presenza di contenuti di bullismo o terrorismo sul social network e ha preso una serie di impegni per una maggiore trasparenza delle inserzioni”. – Il presidente si sofferma poi sui prossimi passi: “Innanzitutto Zuckerberg ha promesso che rispondera’ in forma scritta a tutte le domande che gli sono state poste nei prossimi giorni. A inizio giugno, probabilmente il 4, ci sara’ un altro momento di confronto, piu’ tecnico, con la Commissione perle liberta’ civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento. Non sara’ presente solo un rappresentante di Facebook, ma parteciperanno anche altre piattaforme. Sara’ una buona occasione per fare un primo punto sull’applicazione del Gdpr”. La struttura dell’audizione ha permesso tuttavia a Zuckerberg di eludere molti quesiti: “C’e’ stato un po’ di protagonismo dai parte dei parlamentari. Ci aspettiamo sicuramente ulteriori e piu’ specifici chiarimenti sul tema della concorrenza: ci sono altre societa’, e quali sono, eventualmente, che possono competere con Facebook sul suo stesso terreno di gioco? – Fra i temi affrontati c’e’ stato quello e’ quello della responsabilita’ dei contenuti che transitano sulla piattaforma: “E fondamentale che si impegni su questo fronte. Io non sono per la criminalizzazione di Facebook e delle altre piattaforma analoghe. E’ giusto che esistano e che ci sia la garanzia della libera circolazione delle idee, ma come radio, giornali e televisione devono rispettare delle regole. Non e’ possibile trovare sui social network tentativi di reclutamento di terroristi o informazioni su come fabbricare ordigni”. L’uso illecito dei dati da parte di Cambridge Analytica si e’ confermato solo il punto di partenza delle richieste europee: “E’ un errore passato che non si deve piu’ ripetere (Zuckerberg ha promesso che non accadra’ ma sta ancora indagando su altre app). Abbiamo chiesto garanzie in questo senso. Le interferenze nel processo elettorale restano una delle maggiori preoccupazioni, anche perche’ non c’e’ solo la Russia, sono una quindicina i Paesi da cui arrivano propaganda e fake news”, ha concluso Tajani

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